LA MUSICA NEL CUORE – AUGUST RUSH

AUGUST RUSHTRAMA:  Evan, è un sognatore, dotato di una forte propensione verso la musica. Egli vive da undici anni in un orfanotrofio ed è in attesa di qualcosa che possa ricondurlo ai suoi genitori. Incompreso dagli amici che lo definiscono un matto, un giorno Evan realizza che è tempo di smettere di aspettare un segno, ma di agire. La fuga dal posto in cui aveva vissuto sin dalla nascita e l’incontro con il misterioso “Mago” gli permetteranno di arrivare molto lontano…

Lasciarsi condurre dalla speranza. E’ questo che deve aver pensato il piccolo trovatello quando decide di intraprendere il viaggio alla ricerca dei suoi genitori. Evan, figlio della musica, di un’unione frutto dell’ incontro casuale tra due musicisti tanto diversi quanto simili: Lyla e Louis, accomunati dalla passione per la musica, due anime avulse dal mondo, in cerca di qualcosa che possa dar un senso ad una notte in cui lasceranno una parte importante su di una panchina. Aspetti riconducibili ad una regia femminile, quella di Kirsten Sheridan, che riesce ad incutere una sensibilità notevole e diversa attraverso buone inquadrature mescolate alla costante presenza della musica. Ogni scena viene scandita da ritmi e suoni provenienti dalle più disparate fonti metropolitane. Passaggi veloci e buone inquadrature che trasmettono il disorientamento del giovane Evan in una sorta di Alice nel Paese delle meraviglie in cui, inizialmente, non c’è nessuna meraviglia ad aspettare il protagonista, ma solo la schietta e dura vita da strada.

La musica nel cuoreBuona prova del giovane Freddie Highmore (Charlie e la fabbrica di cioccolato; Neverland) nei panni del prodigio musicale da un nome d’arte, August Rush, accostabile ai grandi del passato. Promosso anche il resto del cast: Keri Russell (Felicity; Waitress) e Jonathan Rhys Meyers (Match Point), nel ruolo dei genitori di Evan, confermano quanto di buono hanno fatto vedere nei precedenti lavori, mentre Robin Williams (Hook; Patch Adams) offre una notevole interpretazione nella parte del losco speculatore di talenti giovanili. Menzione di merito per Terrence Howard (Crash – Contatto Fisico) e William Sadler (Le ali della libertà: Il miglio verde) che, pur recitando nella pellicola un ruolo marginale, riescono ad impreziosirla e valorizzarla.

La musica nel cuore – August Rush è un film genuino che fin dalle prime sequenze mostra le intenzioni della regista, senza alcuna pretesa di apparire cinico, ma con l’onestà di lasciarsi cullare dalla magia della speranza. E questo, per certi versi, giustifica anche il finale.

Punti di forza: Un cast fresco ed ispirato; la regia; le musiche

Punti deboli: Il rischio di cadere nel patetico e l'inverosimile è piuttosto forte

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8 thoughts on “LA MUSICA NEL CUORE – AUGUST RUSH

  1. Io ero uscita per vedere tutt’altro film quindi pur non essendo psicologicamente predisposta, mi è piaciuto..
    son d’accordo sui punti deboli.. mi è parso un po’ troppo inverosimile..

    ma è stata comunque una serata piacevole..!

  2. No no, è proprio del tutto inverosimile, ma come giustamente scrivi, la Sheridan non gioca sporco facendo finta di dare uno spessore diverso al suo film. August Rush è semplicemente una favola moderna e come tale va preso. Ora, bisogna decidere se stare al gioco o meno: io approvo, mi è piaciuto! ^^

  3. Stavolta siamo in completo disaccordo.
    Secondo me non il film ha nessuna genuina caratteristica della pseudo fiaba moderna, e quella che spaccia per magia è semplicemente qualcosa a cui è impossibile credere.
    Un’idea molto bella è stata distrutta da uno script pessimo, del tutto.
    Si, gli attori non sono male, ma non basta.
    Non ho creduto a metà di tutto ciò che succede nella storia. Non si possono giustificare le cose alla cazzo di cane. E se si vuole usare la magia be’, allora ben venga, io godo quando succede, ma non è stato questo il caso.
    Ma dai, come si può credere al primo incontro fra i due futuri genitori del ragazzino?
    E così per una miriade di altre cose.
    E poi andiamo…il personagigo di Robin Williams è la parodia fatta male dei tipici personaggi di Robin Williams (di solito fatti bene).

  4. Ok, per la prima volta (credo) io e te non concordiamo su una pellicola.
    Credo che la regista non abbia voluto vendere il film spacciandolo per quello che non è. In effetti, trovo anch’io la sceneggiatura l’anello debole della pellicola ma, come ha detto anche Iggy, basta decidere di volerci credere. Non parlo di spegnere il cervello, solo di credere alla favola.

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