LA BUSSOLA D’ORO

La Bussola d'oroTratto dal primo libro della trilogia Queste oscure materie di Philip Pullman, La bussola d’oro è a metà tra il genere fantastico e quello fantasy vero e proprio. Niente orchi nè goblins, niente draghi nè Gargoyles,  il film è ambientato in un universo parallelo al nostro, un posto dove l’anima non è all’interno del corpo, bensì assume forma animale capace di incamminarsi al suo fianco e, addirittura, di conversare con la persona di appartenenza. Qui la piccola Lyra Belacqua, orfana dei propri genitori, complice anche la sua grande curiosità, inizia una ricerca verso la scoperta del segreto della polvere e della sua capacità di regolamentare gli universi.

Premetto subito di non conoscere il romanzo da cui è tratta la pellicola. Questo mi impedisce di fare paragoni con l’idea originale dell’autore, ma mi permette di giudicare La bussola d’oro senza le dovute influenze.
Tra gli aspetti principali de La bussola d’oro bisogna evidenziare una trama piuttosto articolata che verte per quasi tutta la durata della pellicola sull’importanza di far conoscere allo spettatore i tanti personaggi che la caratterizzano. Si potrebbe dire che, a differenza di altri lavori, il film sia stato strutturato per aprire il passo ai successivi due capitoli della storia.
Forse proprio per la complessità dei ruoli, (cosa un pò anomala per i canoni del genere) la storia decolla lentamente, risentendone negativamente nell’interesse dello spettatore. Dalla fuga di Lyra dalle grinfie della Signora Coulter, però, il film cambia e diventa molto più godibile, sottolineando la furbizia e la scaltrezza della bambina nel cavarsela dalle situazioni più complicate e mostrando dei notevoli effetti speciali. A tale riguardo, è meritevole di menzione la parte in cui la bimba viaggia in groppa all’orso temerario ed alcolista Iorek Byrnison, in un remind che richiama molto la scena de La storia infinita in cui Atreju vola sul dorso di Falkor. Con tanto di musica simile. Le fattezze degli animali, poi, i cosiddetti daimon, sono davvero pregevoli ed è curioso notare la minuziosa precisione degli addetti ai lavori nel dedicare a questi personaggi la dovuta onnipresenza. Non per niente la pellicola è costata qualcosa come centocinquanta milioni di dollari, probabilmente e in parte impiegati anche per far fronte all’ingaggio del nome più antisonante dell’intero cast: quello di Nicole Kidman. L’attrice australiana offre una buona prova, recitando egregiamente quando si tratta di simulare le azioni con il proprio daimon e dimostrando di sapersela cavare anche nel ruolo della crudele di turno. Poco spazio, invece, per Daniel Craig. Il personaggio del talentuoso attore dagli occhi di ghiaccio è relegato a poco più di 10 minuti totali, ma c’è da aspettarsi che sia molto più presente in futuro. Sul resto degli attori, devo dire che Sam Elliott ha mantenuto praticamente immutato lo stesso sguardo temerario dello Straniero, l’indimenticato personaggio interpretato ne Il Grande Lebowski, mentre la piccola Dakota Blue Richards non mi ha per nulla impressionato. Da evidenziare un cameo di Christopher Lee.

La bussola d’oro, penalizzata dal fatto di appartenere ad un genere negli ultimi tempi fin troppo inflazionato, grazie ad importanti effetti speciali riesce nell’intento di strappare la sufficienza piena ed alimenta la curiosità dello spettatore gettando buone basi per il proseguo della trilogia e optando per un finale palesemente aperto. Gli ultimi 5 minuti, infatti, sono praticamente una sorta di spot anticipato del sequel.

Punti di forza: Buoni effetti speciali; la camaleontica dote di adattamento della Kidman

Punti deboli: Una trama molto articolata che potrebbe stancare lo spettatore dalle esigenze più immediate

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14 thoughts on “LA BUSSOLA D’ORO

  1. Io ho letto la trilogia e non ho ancora visto il film, non vedol’ora di vederlo, anche perchè ho adorato i libri e la tua recensione ha acceso in me ancora più curiosità.

  2. mi trovo assolutamente d’accordo con la tua recensione…veramente molto curata, complimenti!
    soprattutto quando affermi che il film è assolutamente preparatorio ai successivi capitoli….francamente non trovo la trama così complessa…è che la prima parte del film è veramente macchinosa e ci vuole un bel po’ prima di capire quale sarà lo scopo di Lyra: un primo atto così lungo è stancante per qualsiasi spettatore..si sarebbe potuto accorciare il tutto…del resto le psicologie dei personaggi non è che siano di fatto state così approfondite in questa prima sezione. Dico che la trama non è così complessa perchè in realtà è riassumibile in poche parole: esistono mondi paralleli, privi di daimon e permeati di una fantomatica polvere (anche qui: sarebbe stato molto più interessante coinvolgere lo spettatore dandogli qualche informazione in più su cosa questa polvere sia e che poteri abbia. giusto un accenno avrebbe sicuramente appassionato maggiormente la platea) che una istituzione chiamata magisterium vuole impedire agli uomini di conoscere; secondo una (anch’essa poco spiegata) fantomatica profezia il magisterium sarà annientato da una bambina che si scopre essere Lyra (il classico predestinato alla Neo di Matrix o alla Harry Potter) la quale, proprio per questo, ottiene in eredità la Bussola d’oro, oggetto che dice sempre la verità. Lyra andrà a salvare dei bambini che, in un mondo ghiacciato, vengono sottoposti dal magisterium al distacco del proprio daimon (e ne intuiamo solo sommariamente il perchè). ecco, il primo atto è stancante proprio perchè è lungo, macchinoso e non spiega -secondo me- a dovere un bel po’ di cose attardandosi in aspetti più futili.

    sicuramente il film avrebbe beneficiato di una mezzora in più e personalmente ho trovato monotono il paesaggio artico, così poco vario. In ogni caso un film godibile, che merita un attestato di fiducia per il suo sequel. (a differenza di Harry Potter e l’ordine della fenice che ho trovato deludente in quanto a trama e ad effetti speciali).

  3. I libri sono una meraviglia, io ho rivisto stasera il film per la seconda volta e mi è piaciuto un po’ di più della prima volta, purtroppo però sono rimasto molto deluso… l’ho trovato davvero affrettato e incasinato, è così chiaro che i produttori hanno rimontato mezzo film all’ultimo minuto! Peccato 😦

    ottima recensione 😀

    Andrea

  4. La complessita’ per me non e’ affatto un punto a sfavore, anzi. Cinematograficamente parlando, se un film e’ tratto correttamente da un libro dovrebbe secondo me rispecchiarne la complessita’, e la ricchezza di temi.
    Il problema e’ che su grande schermo siamo abituati spesso a favolette con quattro-cinque eventi salienti e personaggi bidimensionali, mentre chi legge il fantasyt sa bene che la loro forza sono una miriade di avventure e personaggi molto approfonditi.
    Anche la serialita’ dei romanzi fantasy, che in genere si sviluppano su saghe di 3-6 volumi gioca a sfavore, perche’ fare un film che e’ sostanzialmente un prologo irrita non poco lo spettatore che paga un biglietto intero per vedere un terzo di una storia …
    Qualcuno si sta gia’ domandando se la stagione del fantasy e’ finita anticipatamente: secondo me si tratta solo di trarre buoni film da buoni libri, e non puntare solo sulla presenza di attori famosi o effetti speciali roboanti, ma su trame ben sviluppate e personaggi ben caratterizzati, che e’ stata poi la ricetta vincente di Jackson, anche se lui poteva contare molto sull’eco legata al fatto di portare sullo schermo quella che e’ considerata, a torto o a ragione, la “bibbia” del fantasy.
    Tutto considerato continuo ad esser dell’idea che mi leggero’ il libro e poi recuperero’ il film in DVD 🙂

  5. La Kidman merita sempre una “visitina” :-)))
    Non riesco a capacitarmi del fenomeno fantasy… quale recondito motivo spingerà la gente ad appassionarsi in massa a questo genere di libro/film? Io credo che sia solo una moda…

  6. @duhangst: Grazie per aver apprezzato la mia recensione. Data la tua conoscenza del libro, potrai di sicuro completare le mie impressioni dopo la visione del film.

    @pietro.saino: Ma grazie infinite!! ^_^
    Il tuo intervento, poi, ha completato la trama del film da me descritta. Concordo con te. C’è stato di peggio nel settore.

    @Andrea-Badtaste: Grazie!! In effetti il casino ha penalizzato il film.

    @kusanagi: Aspetto il tuo parere a completamento dell’opera! 😉

    @Weltall: Fammi sapere!

    @ancatdubh: Adoro la Kidman, anche se ultimamente devo ammettere che ha perso qualche colpo.
    Ovvio che il fantasy sia una moda da sfruttare dopo il successo de “Il Signore degli anelli”. Io non lo prediligo, ma non lo scarto come farei invece con altri generi.

  7. bravissimo, ha detto bene. probabilmente “la bussola d’oro” (che a me comunque è piaciuto molto meno rispetto a te) risente del fatto di far parte di un genere troppo inflazionato che ha stanzato. lo stesso vale sulle tue considerazioni sulla trama, concordo al cento per cento. fermo restando che, a mio giudizio, “la bussola d’oro” merita una risoluta stroncatura.
    Mario

  8. E’ proprio dagli spettatori dalle esigenze più immediate che mi tengo lontano. Sono quelli che stanno ammazzando il cinema.

    Io al contrario avrei voluto almeno mezz’ora in più nella prima parte, proprio per delineare il bellissimo mondo descritto! L’ho trovato davvero affascinante, stupenda l’idea dei Daimonds, accattivante questo concetto della Polvere che incombe…qualcosa persino di impronunciabile. Per rendere al massimo una storia del genere ci sarebbero volute almeno 2 ore e 30. Anche il rapporto fra la bambina e la Kidman per esempio, questa iniziale fascinazione e poi il progressivo odio, poteva essere approfondito. Così come l’iniziale approccio con l’Orso, che si risolve tutto in una scena.
    Ma gli elementi ci sono tutti, la Magia è pura e intatta, il secondo tempo si prende lo spazio necessario e il risultato finale è una fiaba anche al di sopra delle mie aspettative. La scena del soggiogamento dell’Orso Re (vista su queste pagine in anteprima) è azzeccatissima, lo scontro fra i due Orsi feroce e crudele come dev’essere, la fuga dei bambini dal Centro funziona, e i 5 minuti finali che aprono le porte ai seguiti sono dolcissimi e ricchi di un calore, una foga genuina che solo i bambini sanno avere…mi hanno lasciato una gran voglia di continuare a sapere, a vedere dove la storia andrà a finire! E poi mi è venuta anche una voglia terribile di comprare il romanzo e scoprire meglio il mondo inventato da Pullman.

    P.S.: A Daniel Craig sono bastati 10 minuti per ribadire il suo sfavillante stato di forma attoriale.

    P.S.2: Nicole Kidman, insieme a Cate Blanchett, è la migliore attrice oggi in circolazione.

  9. Sono andato a vederlo, devo essere sincero, con pregiudizio. Ma in fin dei conti non mi è dispiaciuto considerato anche i recenti parenti del genere assai ingombranti. Vediamo come si sviluppa il resto della trilogia.

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