ZOHAN – TUTTE LE DONNE VENGONO AL PETTINE

 

 

Zohan - Tutte le donne vengono al pettine

A New York è sbarcato un nuovo supereroe. Niente a che vedere con  Superman e Hancock. Lui è Zohan,  il soldato israeliano capace di mettere al tappeto da solo un plotone di terroristi, localizzando la loro posizione attraverso la parete e neutralizzandoli in pochi istanti. Acclamato dalle folle in patria e fanatico dei propri "mezzi" al limite dell'auto compiacimento,  Zohan si sente però insoddisfatto. Il suo sogno è quello di mettere il suo talento al servizio delle donne e di diventare un bravo parrucchiere…

 

Il film si apre mostrando subito le straordinarie doti del protagonista, capace di sfidare le leggi della fisica su una spiaggia popolata da ammiratori in totale delirio. Si scoprono  le carte fin dall'inizio, insomma, rivelando quale sarà il filo conduttore della trama: il movimento di bacino di Zohan. Per interpretare il ruolo del super-macho, Adam Sandler (Cambia la tua vita con un click) è stato tirato a lucido, tanto da mostrare addirittura gli addominali (o qualcosa di simile).  Tuttavia, l'attore non sembra trovarsi completamente a suo agio nei panni dell'israeliano. Premesso il fatto che Sandler non sia mai stato un campione di espressività, stavolta sembra stonare maggiormente nel ruolo.
Buono, nel complesso, l'impegno del resto del cast, con la solita ottima eccentricità di John Turturro (Il grande Lebowski) e con la discreta prova dell'eterna promessa del cinema americano, Emmanuelle Chriqui (100 ragazze, Wrong Turn), nel ruolo della proprietaria del salone di bellezza. Il film, inoltre, presenta diversi cameo, più o meno evidenti, tra i quali citiamo quelli di Mariah Carey, Shelley "Fonzie" Berman, Chris Rock e di Kevin James.

 

Tra i fattori positivi della pellicola troviamo l'originalità di un soggetto che, pur trattando un tema per certi versi delicato come quello della guerra in Medio Oriente, mantiene un'aria leggera e spassosa per tutta la sua durata (sebbene non disdegni una strizzatina d'occhio allo Zio Sam con quel finale in cui gli States vengono rappresentati come "terra di pace").

 

Il film, proprio evidenziando le differenze tra le culture israeliane e palestinesi, ricorda in alcuni frangenti della  trama il  Borat di Sacha Cohen, ma con una dose minore di malizia. La regia di Dennis Dugan, poi,  offre una quantità spasmodica e un pò eccessiva di sequenze assurde, ricalcando lo stile dei fratelli Farrelly.

 

In conclusione, Zohan è l'ennesimo film comico americano senza infamia nè lode, ideale per una serata scaccia pensieri, e che con tutta probabilità finirà presto nel dimenticatoio.

 

Punti di forza: Soggetto originale; il buon approccio al tema centrale

Punti deboli: Adam Sandler sotto tono; l'eccessiva assurdità di certe scene

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7 thoughts on “ZOHAN – TUTTE LE DONNE VENGONO AL PETTINE

  1. Certamente non è un film impegnato, però secondo me è superiore alla media dei film di questo genere ed ha il pregio di mantenere alto il ritmo per tutto il tempo.

  2. a me dal trailer e dalla parlata del protagonista mi ricorda molto Borat…Sendler é molto che fa film che io considero “sottotono”… dei suoi film a me piace moltissimo in Little Nicky e in un altro film di cui non ricordo il titolo, ma che ogni tanto fanno e rifanno su italiauno (quello dove gli viene affidato un bambino a cui insegna a toccare con lo sputo fino a terra per poi risucchiarlo su)…

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