Curiosità: Un poster-tributo per Bill Murray

 

The Bill Murray Art Evolution

 
Che il sottoscritto abbia una predilezione per Bill Murray è ben noto a chi segue costantemente questo blog. Basti scorrere la colonna qui a destra per notare più di un post inerente i diversi lavori dell’attore.

Non vi meraviglierete, quindi, se mi permetto di segnalare il bellissimo poster, intitolato “Bill Murray Times Six", e in vendita su Nakatomiinc. Il disegno ci mostra sei diversi personaggi interpretati nella carriera di Bill. Vediamo chi riesce per primo ad indovinare i relativi titoli.

Bill Murray Art

 

Fonte: /film

 

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Nuove uscite: Torna la coppia Di Caprio/Winslet, insieme ad un Cruise formato guerra ed una Streep da Oscar

 

Revolutionary Road, il ritorno della coppia Di Caprio/Winslet

 
 
Revolutionary Road:
Regia di Sam Mendes (American Beauty). Con Kate Winslet, Leonardo DiCaprio, Kathryn Hahn, David Harbour, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Zoe Kazan, Kathy Bates, Richard Easton, Michael Shannon. Genere Drammatico, colore 119 minuti. – Produzione USA, Gran Bretagna 2008. – Distribuzione Universal Pictures

Frank e April Wheeler, una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York, divisa tra l’esigenza di assecondare i propri desideri e le pressioni del conformismo sociale.

Operazione Valchiria: Regia di Bryan Singer. Con Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten, Thomas Kretschmann, Terence Stamp, Eddie Izzard, Jamie Parker, Christian Berkel, Tom Hollander, Julian Morris, Kenneth Cranham, Kevin McNally, Harvey Friedman, David Schofield, Andy Gatjen, Halina Reijn, Werner Daehn, David Bamber, Matthias Schweighöfer. Genere Thriller, colore 120 minuti. – Produzione USA, Germania 2008. – Distribuzione 01 Distribution

Cronaca del coraggioso e ingegnoso piano per eliminare uno dei più perversi tiranni che il mondo abbia mai conosciuto.

Il dubbio: Regia di John Patrick Shanley. Con Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis, Lloyd Clay Brown, Joseph Foster, Bridget Megan Clark, Lydia Jordan, Alice Drummond, Audrie J. Neenan, Susan Blommaert, Carrie Preston, John Costelloe, Michael Roukis, Haklar Dezso, Frank Shanley, Robert Ridgell. Genere Drammatico, colore 104 minuti. – Produzione USA 2008. – Distribuzione Walt Disney

Ambientato in una scuola cattolica del Bronx nel 1964, il film è incentrato sui sospetti di una suora nei confronti di un prete e sui suoi abusi verso uno studente nero.

Quarantena: Regia di John Erick Dowdle. Con Jennifer Carpenter, Steve Harris, Jay Hernandez, Johnathon Schaech, Columbus Short, Andrew Fiscella, Rade Serbedzija, Greg Germann, Bernard White, Dania Ramirez, Elaine Kagan, Marin Hinkle, Joey King, Jermaine Jackson, Sharon Ferguson. Genere Horror, b/n 89 minuti. – Produzione USA 2008. – Distribuzione Sony Pictures

L’11 marzo del 2008, senza fornire nessuna spiegazione, le autorità hanno isolato un complesso residenziale a Los Angeles. Nessuno ha più visto i residenti. Nessuna informazione, nessun testimone e nessuna prova. Fino ad ora…  Remake dello spagnolo Rec.

Home: Regia di Ursula Meier. Con Isabelle Huppert, Olivier Gourmet, Madeleine Budd, Kacey Mottet Klein, Adélaïde Leroux, Renaud Rivier, Kilian Torrent, Nicolas Del Sordo, Hugo Saint-James, Virgil Berset, Ivailo Ivanov. Genere Drammatico, colore 95 minuti. – Produzione Svizzera, Francia, Belgio 2008. – Distribuzione Teodora Film

Marthe, Michel e i loro tre figli vivono isolati lungo un’autostrada costruita da anni e mai inaugurata. Quando però l’autostrada viene messa in funzione e migliaia di macchine iniziano a sfrecciare, la famiglia attraversa impensate difficoltà.

Mar Nero: Regia di Federico Bondi. Con Ilaria Occhini, Dorotheea Petre, Corso Salani, Vlad Ivanov, Maia Morgenstern, Theodor Danetti, Vincenzo Versari, Giuliana Colzi, Marius Silagiy. Genere Drammatico, colore 95 minuti. – Produzione Italia, Francia, Romania 2008.

Angela è una badante romena che si occupa di Gemma, un’anziana signora che vive a Firenze. Quando il marito di Angela scompare, le due donne decidono di partire insieme per la Romania.
 
Fonte: MyMovies

Remember the past: NIGHTMARE – DAL PROFONDO DELLA NOTTE

Nightmare - Dal Profondo della notte: Il posterHa il volto deturpato dalle cicatrici ed il fisico asciutto. Indossa un maglione sfilacciato a righe orizzontali rosse e verdi, ed uno strano cappello. La sua mano destra è avvolta da un guanto dal quale partono lunghe lame affilate. S’insidia negli incubi dei giovani, terrorizzandoli e massacrandoli fino alla morte. E’ Freddy Krueger, uno dei più famosi mostri degli anni ottanta.

Il capostipite della fortunata saga sull’assassino dei sogni inizia con un’introduzione che ci mostra la realizzazione del guanto letale. Una validissima scena in formato ridotto (il tutto è ripreso in un riquadro dai contorni neri) che fa da preambolo al primo incubo di Tina, adolescente tormentata dalla presenza nefasta dell’ “Uomo nero”. La storia si svolge nella piccola cittadina di Springwood e si evolve assumendo, ben presto, le sfumature del teen-horror. Tina, approfittando dell’assenza dei suoi genitori, invita alcuni amici, Nancy e Glen, a casa per la notte. A loro si unisce il ribelle fidanzato, Rod, con il quale passerà la sua ultima notte di vita. Dopo l’omicidio di Tina, Freddy farà cadere, uno dopo l’altro, tutti i suoi amici. Ma Nancy non ha intenzione di abbandonarsi al sonno…

Nightmare – Dal profondo della notte (A Nightmare on Elm Street) non parte come un lavoro pretenzioso. Il regista Wes Craven dovette lottare tre anni prima di ottenere il finanziamento necessario alla realizzazione della pellicola. Fu Robert Shaye,  l’allora presidente e fondatore della New Line (una modesta casa di produzione indipendente), a decidere di sposare la sua causa stanziando la somma di due milioni di dollari. Nessuno poteva prevedere un successo tanto importante da garantire alla pellicola la cifra record di 26 milioni d’incasso.
Craven, inizialmente, ideò il personaggio di Freddy come un uomo dal volto devastato dalle fiamme, con una dentatura orribile ed una bocca deformata fino all’inverosimile. La sua concezione, però, era poco attuabile su un soggetto quasi sempre presente sulla scena. Si optò così sull’effetto suggestione: invece di mostrare il mostro alla luce del giorno, si scelse di farlo agire sfruttando le ombre e giocando molto sulla paura che sopraggiunge più dall’immaginazione che da ciò che realmente viene mostrato. Questa particolare caratteristica è uno dei motivi secondo i quali in molti ritengono che Nightmare – Dal profondo della notte sia il migliore e più riuscito film dell’intera serie. In ogni caso, il trucco realizzato da David D. Miller risulta essere pregevole, con le ustioni del volto molto più reali di quelle presenti nei successivi capitoli.

Le ombre di FreddyGirato in sole quattro settimane, il film non propone una recitazione impeccabile, sebbene costituisca il debutto cinematografico di Johnny Depp. Vincente è, invece, l’idea di fornire una maggior interazione tra il serial-killer e la vittima di turno, con Freddy capace di spaventare anche attraverso delle frasi ad effetto. Una cosa del tutto innovativa nel periodo in cui Jason in Venerdì 13 e Michael in Halloween si limitavano ad ammazzare senza mai proferire parola.

Gli elementi che contraddistinguono questo primo capitolo sono molteplici. Innanzitutto il nome: lo psicopatico assassino di Elm Street viene chiamato, in maniera più formale, Fred Krueger. Una particolarità che rende l’aspetto dell’Uomo Nero ancor meno “familiare”. A questa curiosità va associata un’altra caratteristica che è quella dell’assenza quasi totale del fattore ironico: Fred è cupo, è crudele, e non ha nè tempo nè voglia di dispensare frasi divertenti. Per quello ci sarà spazio in futuro.
Nightmare – Dal profondo della notte non possiede un vasto campionario di musiche. Del tutto assenti le canzoni, le parti musicate si limitano all’utilizzo del solo celebre tema che ha reso immortale questa serie.

Il film segna anche la presenza di alcuni importanti indizi sul passato del mostro di Springwood: in questo primo capitolo la madre di Nancy racconta la storia di Fred, un maniaco che uccise più di venti bambini del quartiere. In seguito all’arresto e alla successiva scarcerazione dell’uomo, i genitori delle vittime decisero di farsi giustizia da soli. Una notte trovarono Fred in una caldaia abbandonata e decisero di bruciarlo. Nessuna menzione in merito al lavoro abituale del serial-killer, nè sul motivo dei suoi squilibri. Mostrata anche l’origine delle sbarre alle finestre della casa di Nancy.
Scene cult di questo primo capitolo. Oltre alla filastrocca cantata da alcune bambine vestite di un bianco luminoso, sono di rilevante importantanza la scena del letto che inghiotte il povero ragazzo di Nancy e quella di Tina che si trascina dietro avvolta in un sacco mortuario trasparente.

Curiosità:

  • L’esterno della casa, il 1428 di Elm Street,  mantenuto anche nei successivi capitoli, non era una ricostruzione in studio, ma la facciata di una vera abitazione di Genesis Avenue a Hollywood.
  • Origine del nome. Il nome e l’aspetto di Fred Krueger scaturiscono da due ricordi d’infanzia del regista: il primo da quello di un ragazzo che al tempo della scuola lo maltrattava, mentre l’aspetto deriva da quello di un barbone che gli feceva molta paura.
  • L’ispirazione per il film è venuta al regista dopo aver letto alcuni articoli di giornale che narravano di un gruppo di ragazzi che soffrivano di incubi e che, per questo, si rifiutavano di dormire. Uno di loro, in seguito ad un brutto sogno, si svegliò di colpo urlando, dopodichè cadde a terra morto per cause sconosciute.
  • La scena di Glen che entra nella camera di Nancy dalla finestra è stata ripresa dallo stesso Craven nel film Scream (1996).
  • Il film, nelle intenzioni del regista, avrebbe dovuto avere un finale del tutto buonista, con Nancy e gli amici restituiti alla vita e con la madre che non viene risucchiata dal mostro. Il definitivo finale aperto è stato un’idea della produzione, in modo da garantire l’eventuale realizzazione di un sequel.
  • Nel dvd della Eagle Pictures sono presenti delle scene che nella versione televisiva (quella trasmessa, per la prima volta, da Notte Horror nel 1991) erano state tagliate. La scena dell’omicidio di Tina è una di queste ed è visibile priva di doppiaggio.

Citazioni:

“E’ mezzanotte, e questa è TeleKruger che vi da la buonanotte…”

“Ti strappo il cuore!”


Articoli correlati:

– Nightmare  2 – La rivincita
– Nightmare 3 – I guerrieri del sogno
– Nightmare 4 – Il non risveglio
– Nightmare 5 – Il mito
– Nightmare 6 – La fine
– Nightmare – Nuovo incubo
Nightmare (2010)

 

Incassi: Verdone e Castellitto fanno il vuoto!

 

Italias sbanca il botteghino


 

Come prevedibile, è Italians a prendersi lo scettro di campione d’incassi della settimana. La pellicola diretta da Giovanni Veronesi porta a casa, nel suo primo weekend di programmazione, oltre quattro milioni e mezzo di euro. Mantiene, a sorpresa, la sua seconda posizione Viaggio al centro della terra 3D, con un incasso di un milione e mezzo. Scivola così sul gradino più basso del podio Will Smith ed il suo Sette Anime.

Nel resto della classifica da segnalare l’ottimo esordio di Milk, mentre escono dalla top-ten Imago Mortis, Madagascar 2, Natale a Rio e The Millionaire.

 
Settimana dal 13/01 al 25/01/2009:


Italians
€ 4.759.651
Viaggio al centro della terra
€ 1.570.116
Sette anime € 1.215.779
Australia  € 1.164.407
Yes Man € 991.933
Beverly Hills Chihuahua € 903.237
Milk
€ 609.616
Defiance: I Giorni del Coraggio 454.137
Un matrimonio all’inglese € 287.309
10° Tutti Insieme Inevitabilmente
€ 239.711

SETTE ANIME

 

Sette Anime

 
 
Un uomo dall'aria depressa instaura, senza alcun motivo apparente, una serie di contatti con diverse persone in difficoltà.

Ci ho messo un pò per trovare una frase adatta in grado di riassumere la base di partenza di Sette Anime. Si, perchè il soggetto dell'ultimo dramma interpretato da Will Smith ha una struttura di non immediata comprensione.
Il film inizia con una telefonata del protagonista che chiede soccorso al 911. Pare ci sia stato un suicidio. E' il suo suicidio. Da qui in poi seguono due ore di scene che, cronologicamente parlando, si rincorrono e s'invertono in un vortice in cui la pazienza dello spettatore è messa a dura prova. Muccino mette in atto un lavoro in cui gli elementi chiarificatori sono spostati tutti nell'ultima mezz'ora, destinando al resto del film un lungo stato di attesa che si protrae in maniera eccessiva. Anche nelle trame ad incastro più complicate, lo spettatore ha bisogno di alcuni punti di riferimento perchè l'interesse non venga a mancare. L'ossessione spasmodica verso i nominativi contenuti da una lista, le identità dei personaggi poco approfondite, il comportamento imperscrutabile del protagonista, sono solo alcuni dei punti mancanti a cui bisogna far fronte per gran parte della durata del film.

Regia. Devo ammettere di essere uno degli estimatori di Gabriele Muccino. Avevo apprezzato il sorprendente La ricerca della felicità, trovando in quell'occasione la sua tecnica di direzione minuziosa ed intelligente. In questo nuovo impegno, invece, credo che il regista, pur non sfigurando, faccia un passo indietro. Forse nel tentativo di creare maggior coinvolgimento emotivo, Muccino fa un uso esagerato della macchina da presa da spalla, cosa che posso affermare ufficialmente di non sopportare. Di troppo anche le numerose messe a fuoco presenti, mentre si conferma molto attento nella cura dei particolari (coadiuvato anche da una splendida fotografia), sia nelle scene a campo aperto che in quelle in cui c'è da mettere in rilievo gli elementi della natura.

Attori. Che Will Smith abbia ormai smesso i panni del pagliaccio tutto muscoli e battute è cosa nota. Le buone prove offerte in Ali e ne La ricerca della felicità lo avevano promosso anche nella categoria dei film drammatici, o comunque più impegnati. In Sette Anime, l'attore di Philadelphia si ritrova ad intepretare un personaggio instabile, "un uomo un pò strano", come da lui stesso rilasciato in una recente intervista. Malgrado l'impegno, il risultato non è entusiasmante. La sua prova si riduce ad una sorta di paresi facciale che lo rende insolitamente inespressivo. Esame superato, invece, per Rosario Dawson, che si dimostra ormai un'attrice matura per un ruolo tanto suggestivo.
Il resto del cast è poco presente nell'economia della storia. E' difficile valutare, in pochi minuti, le prove di nomi noti in quel di Hollywood, come Woody Harrelson (Radio America, Non è un paese per vecchi) e Barry Pepper (Il miglio verde, la 25ª ora).

Per concludere, ritengo che Sette Anime rientri nella schiera di pellicole a cui bisogna concedere una seconda visione. La rivelazione delle intenzioni del protagonista e del vero nesso che egli ha con le altre persone permettono alla storia di avere un corso più lineare (sebbene il montaggio proponi un ordine degli eventi stravolto) e di apprezzare le numerose sfumature che ad una prima visione si è costretti a tralasciare, nel tentativo di focalizzare l'attenzione sui quesiti che tardano a trovare risposta.

Punti di forza: La fotografia; le scenografie; Rosario Dawson in grande spolvero
 
Punti deboli: La tecnica di direzione non impeccabile; una trama eccessivamente criptica 

Torna Gus Van Sant, insieme alle abitudini degli Italiani e alla resistenza di Craig e fratelli

  Il nuovo Van Sant debutta in Italia
Sono sei le pellicole in rampa di lancio questa settimana.

Debutta oggi Milk, l’ultimo lavoro del regista Gus Van Sant (Paranoid Park, Elephant), pluricandidato ai prossimi premi Oscar. Siamo nel 1977, e Harvey Milk è stato appena eletto consigliere comunale di San Francisco. Il film racconta la vita di quest’uomo, il primo ad aver dichiarato la propria omosessualità in ambito della politica americana. Una biografia che annovera nel proprio cast Sean Penn, Josh Brolin (entrambi candidati all’Oscar),  Emile Hirsch e James Franco.

La pellicola che è destinata ad entrare nella prossima top-ten degli incassi (è proiettata in oltre 700 sale) è Italians di Giovanni Veronesi. Un ritratto divertente sui luoghi comuni con cui gli italiani devono confrontarsi quando si esce fuori dal territorio nazionale. Due storie in parallelo: Un contrabbandiere di Ferrari tenta di piazzare il suo ultimo colpo negli Emirati Arabi, per poi passare il testimone al suo apprendista. Un dentista depresso decide di recarsi in Russia con un amico per riprendersi dalla fine del suo matrimonio. Con Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Riccardo Scamarcio e Dario Bandiera.

Previste ancora risate con una commedia Made in USA, Tutti insieme inevitabilmente. Brad e Kate sono una giovane coppia, amante del "caldo Natale" da trascorrere in qualche posto esotico, lontano dalle grane urbane. L’improvviso annullamento del loro volo verso le Fiji li costringe a passare le feste con i rispettivi genitori, tutti divorziati e sistemati con le nuove famiglie. Con Vince Vaughn, Reese Witherspoon, Robert Duvall, Sissy Spacek e Jon Voight.

Restiamo nell’ambito del cinema americano con Il Respiro del Diavolo di Stewart Hendler. David, un bambino di dieci anni, viene rapito dall’ex galeotto Max, con l’intenzione di chiedere il riscatto alla sua facoltosa famiglia. Ma David non è per niente un bambino come gli altri. Strani episodi, infatti, cominciano a manifestarsi nel posto in cui il bambino è stato sequestrato. Un thriller interpretato dalla star di Lost Josh Holloway, Sarah Wayne Callies e Blake Woodruff.

Torna Daniel Craig con Defiance – I giorni del coraggio. Diretto da Edward Zwick, il film racconta la storia di tre fratelli ebrei che, sfuggiti alla minaccia nazista, decidono di rifugiarsi nel fitto bosco in terra polacca, un luogo che conoscono fin dall’infanzia, e di contrastare le forze nemiche. Con Daniel Craig, Liev Schreiber e Jamie Bell.

Concludiamo la rassegna delle nuove uscite settimanali con Beket di Davide Manuli. Due persone s’incontrano alla fermata dell’autobus, su un pianeta ormai quasi del tutto disabitato.Il bus passa ma non si ferma. Quel mezzo portava a Godot, il Dio che si è manifestato al di là della montagna sotto forma di sonorità musicale. Avendo perso il bus, Freak e Jajà decidono di andare a cercarlo a piedi. Il viaggio farà loro incontrare una serie di bizzarri personaggi. Vincitore del Premio della critica indipendente al Festival di Locarno, il film è interpretato, tra gli altri, da Fabrizio Gifuni e Paolo Rossi.