THE MIST

  The Mist - Le creature
Immaginate di trovarvi intrappolati all'interno di un supermercato avvolto da un'insolita nebbia dal taglio netto. Immaginate, poi, di essere assediati e minacciati dalle orribili creature che popolano questa nebbia. Ecco il contesto angosciante di The Mist.

Il film è tratto da quello che, da sempre, ritengo uno dei racconti più riusciti della raccolta di Stephen King intitolata Scheletri. Malgrado le buone credenziali, però, i produttori hanno dovuto far fronte alla regola secondo la quale, al 99%, la trasposizione cinematografica non è mai all'altezza della base dalla quale è tratta. Si sono affidati, quindi, a chi in passato era già riuscito a portare sul grande schermo, in maniera impeccabile, altre due opere dello scrittore del Maine: il regista de Le ali della libertà e Il Miglio Verde, Frank Darabont.

 
La differenza sostanziale tra libro e film sta nella loro diversa struttura narrativa. Nel racconto di King, ad esempio, troviamo fin dalle prime pagine una tendenza importante al finale aperto. La frase "… Non ho mai più rivisto mia moglie da allora. …" è presente nel momento in cui il protagonista ed il figlio partono per andare a far provviste al supermarket. Per forza di cose, questo particolare è stato del tutto ignorato nel film, tanto da imporre sul finale una più chiara spiegazione degli eventi. Per il resto, la direzione di Darabont rispecchia piuttosto fedelmente lo spirito raccontato da King, con l'introduzione graduale dei personaggi e attraverso dei dialoghi volti a dipingere gli stessi come dei tipici sempliciotti di paese (aspetto molto gradito dallo scrittore).
Sono proprio i dialoghi particolari, uniti all'assenza di azione, a far si che il film fatichi a decollare. L'arrivo sulla scena delle creature, invece, fornisce alla seconda parte maggiore interesse e maggior ritmo. C'è da dire, però, che il tentativo di proporre un contesto caotico porta il regista ad un utilizzo eccessivo della macchina da presa da spalla. Le frequenti zoommate e lo stile volutamente "amatoriale" finiscono per rendere la storia a tratti troppo approssimativa.
Altra nota stonata del film sono gli effetti speciali. La realizzazione delle animazioni degli insetti è davvero scarsa, con un risultato finale che si avvicina di parecchio a quello presente nei film-tv proposti dalle reti Mediaset nei martedì d'estate.
Se aggiungiamo, infine, il fatto che The Mist presenta un'idea di base non proprio originale (lo scenario apocalittico in cui, all'interno di un microcosmo, in situazione di disagio, si sviluppa sempre una fazione di opposizione è un deja-vu frequente), possiamo tranquillamente affermare che Darabont ha fatto di meglio in lavori di tutt'altro genere.

Il film raggiunge la piena sufficienza grazie ad un finale imprevedibile e controverso, che ha fatto storcere il naso ai numerosi fans del Re. Il racconto originale, infatti, finisce con la fuga di alcuni superstiti e con la speranza riposta in un suono percepito dalla radio nell'auto. La coda proposta nel film, invece, è qualcosa di innovativo, un epilogo che lascia tutti disorientati, e la stessa approvazione di Stephen King (potete leggere la sua opinione QUI), rappresenta una piccola soddisfazione. Un premio, come un' oasi felice, sperduta nell'infinita distesa di nebbia. 

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9 thoughts on “THE MIST

  1. Non ho letto la recensione per non avere anticipazioni.
    Ho letto invece (ovviamente) il racconto di King, che è bellissimo, forte, evocativo, e riesce ad orchestrare la solita incredibile coralità tra i personaggi.
    Lo affitterò.

  2. Io concordo con Weltall, secondo me uno dei migliori film della stagione, il finale da´ a tutta la vicenda un senso metafisico che solleva il racconto da ¨film di mostri¨ a riflessione sulla condizione umana, sugli influssi del caso e del destino.

    Poi a mio avviso gli effetti speciali ¨approssimativi¨ gli conferiscono quell´aurea da B-movie dei migliori film del genere, in questo simile a Io sono leggenda.

  3. uno dei difetti che gli ho trovato con più visioni è che i personaggi sono forse fin troppo esagerati e fin troppo stereotipati… anche se effettivamente è un “marchio” di stephen king, se vogliamo…

    gli effetti speciali effettivamente sono molto più da b-movie 😀

    uno dei migliori film del 2008, anche perchè solo con il finale anti-hollywoodiano guadagna dei bei punti..!

  4. Penso sia uno dei migliori horror degli ultimi anni, nonché un rarissimo caso in cui la trasposizione cinematografica di un racconto mi è piaciuto più del racconto stesso. Notevoli i rimandi al post-undici settembre, con frecciatine alla politica di Bush annesse (“Fai in modo che le persone abbiano paura e faranno tutto ciò che dici” ecc). Il finale è la vera forza portante del film, la vera perdita dell’innocenza che ci rimanda alla sostanziale differenza che corre tra gli anni ’70-’80 in cui è stato scritto il racconto e l’America di oggi.

  5. MA COSA DITE UN FINALE DEL GENERE LASCIA SGOMENTO A STO PUNTO LI FACEVANO MORIRE TUTTI PIUTTOSTO CHE DARGLI LA MAZZATA FINALE………..CHE QUEL POVERO CHIRISTO ERA A META TRA IL FOLLE E IL DISPERATO CHE FILM DEL CAVOLO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SOLDI BUTTATI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. un bel film di intrattenimento.
     il finale una volta tanto originale proprio nello stile di King, peccato che nel libro  non lo faccia dinire cosi! avrei aggiunto qualche informazione in più sulle cause che hanno portato alla comparsa della nebbia, questo avrebbe riacceso l'attenzione nel film in alcune parti un pò spente. comunque buono!

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