REVOLUTIONARY ROAD

  Revolutionary Road
Revolutionary Road è la strada che porta alla menzogna mascherata da felicità. E’ il passaggio verso quel paradiso fatto di sogni senza anima. E a Frank ed April  Wheeler è bastato il frantumarsi di uno di questi sogni per entrare nel turbinio della tragedia.

Il regista premio Oscar Sam Mendes torna ad affrontare, dopo l’ottima riuscita di American Beauty, i problemi coniugali che si celano dietro l’apparente perfezione della casetta che vediamo nelle pubblicità. Lo fa portando sullo schermo la coppia che ha dato vita, in passato, ad una delle storie d’amore più belle che il cinema abbia mai offerto: Leonardo Di Caprio e Kate Winslet (attuale moglie del regista). Come se non bastasse, a rimarcare ancor di più il richiamo del Titanic c’è la presenza nel cast della bravissima Kathy Bates (nel colossal di James Cameron era l’aristocratica Molly Brown) in un ruolo che sembra confezionato apposta per le sue qualità espressive.
Purtroppo, però, i limiti del film stanno tutti nella scelta di voler puntare sfacciatamente sulla talentuosa coppia Di Caprio/Winslet. A onor del vero, i due attori sfoderano una prova che definire “maiuscola” suona troppo riduttivo, mostrando un’intesa eccellente ed una rara capacità nel calarsi nei panni dei due coniugi schiacciati dal peso delle aspettative altrui. Revolutionary Road, insomma, regge soprattutto sull'ottima prova dei due protagonisti che finisce per eclissare non solo gli altri personaggi (relegati a ruoli poco rilevanti),  ma anche e soprattutto la sceneggiatura. La storia diventa inconsistente col passare dei minuti, un insieme di luoghi comuni e clichè nel nome dell’ “apparenza inganna” che sfocia in un finale piuttosto scontato. Peccato, perché il resto degli elementi della pellicola sono davvero pregevoli.

Mendes, dal canto suo, svolge il suo compito in maniera più che soddisfacente, mostrando un ritratto diverso dell’America degli anni d’oro, e raffigurando in maniera impeccabile la difficile realtà di una famiglia di classe media borghese. Come in American Beauty, anche in questo caso c’è la magistrale impronta del regista nel ritrarre il passaggio sistematico dallo stato di perfezione in cui i protagonisti sembrano vivere, a quello impostore nel quale finiscono. Ottima anche la fotografia, con l’uso di colori molto chiari che mettono in risalto la luce, quasi a voler insistere sullo stato celestiale in cui i Wheeler sembrano vivere. 
Praticamente perfette le musiche di Thomas Newman (lo stesso di American Beauty), il film trova spunti a favore anche nella cura dei costumi e della  scenografia (per entrambe le categorie c’è stata la nomination agli Oscar). In quest’ultimo caso, quello delle ambientazioni, è curioso notare come in quasi tutte le scene sia presente l’uso della sigaretta, segno distintivo di un epoca in cui il divieto di fumare era ancora un’utopia, anche nei luoghi pubblici. 

Per concludere, Revolutionary Road è un capolavoro mancato in cui la presunzione di annunciare con squilli di tromba la coppia del Titanic finisce per penalizzare la storia, rendendo vano il fascino degli elementi che il film di Mendes era riuscito a creare.

Punti di forza: Protagonisti in stato di grazia; regia e fotografia eccellenti; musiche ottime

Punti deboli: La sceneggiatura viene azzerata dal cast importante  
 

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12 thoughts on “REVOLUTIONARY ROAD

  1. La cosa curiosa è che alla fine emergono quasi solo apprezzamenti dalla tua recensione!
    Ad ogni modo, secondo me la sceneggiatura è invece molto curata e perfettamente consona ai tempi narrativi dettati dal finalmente maturo Mendes (è questo il suo miglior film, senza dubbio).
    Sulla coppia Kate/Leo e gli aspetti tecnici hai già detto tutto tu; per me, uno dei film migliori della stagione.

  2. @Country:e’ curioso, perche’ anche a me capita di scrivere recensioni negative con un sacco di note positive.
    E’ che probabilmente anche a CST nn piace scrivere stroncature a tutto tondo, che per un critico in effetti sono la cosa piu’ semplice da fare.

  3. @kusanagi: Credo che sia di gran lunga più interessante, si. ^_^

    @weltall e cinescopio: Finora la mia critica è stata quasi un caso unico, ho letto ovunque commenti esaltanti e positivi su questa pellicola. Quindi aspetto la vostra, e vediamo che succede.

    @country: In effetti non boccio il film a 360 gradi. Ma la storia (a mio parere approssimativa e mal sviluppata) gli toglie davvero troppo. Come si nota dalla mia analisi, ce l’ho messa tutta a farmelo piacere (perchè davvero per il resto il film merita), ma alla fine non mi ha preso.

    @ancatdubh: Grazie mille, davvero. Pero… forse… la tua potrebbe non essere una considerazione positiva! 😛

  4. ho letto pareri contrastanti anch’io, ma penso anche che dipenda da quanto “pesa” la recitazione per ognuno di noi, e quanto la sceneggiatura.
    Io lo vedro’ in inglese, perche’ l’accento british di Kate e’ una delizia per le orecchie e perche’ mi hanno detto che se possibile il lavoro suo e di Di Caprio migliora ancora.
    Di fatto c’e’ gente che ha letto il romanzo a cui e’ piaciuto, e gente a cui non e’ piaciuto, quindi penso sia soggettivo.

  5. Purtroppo devo ancora vederlo. Nonostante alcune precisazioni in generale ho letto recensioni positive, compresa la tua (infatti mi pare di aver capito che il film ti è abbastanza piaciuto). Devo cercarlo in sala (se sono ancora in tempo) o recuperarlo.

  6. leggendo quello che hai scritto in effetti mi fai ricordare che quando sono uscito dalla sala ero rimasto ammutolito per circa 10 minuti, mentre i miei amici mi chiedevano ” t’è piaciut? si o no?” e io rispondevo “sto metabolizzando”.
    solitamente quando metabolizzo è perchè il film, appena uscito dalla sala, non mi ha convinto.
    secondo me, il punto di rottura sta nel personaggio di Di Caprio. non so ma quasi mi disgustava vedere la Winslet di nuovo affianco a Di Caprio, il quale non l’ho mai digerito del tutto, e in questo film l’ho visto più “infantile” che mai..

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