DRAG ME TO HELL

 “L’auto-celebrazione del brillante Sam”

Drag me to hell - LocandinaNella California della fine degli anni sessanta, una coppia di latino-americani ricorre all’aiuto di una sensitiva allo scopo di liberare il loro bambino da un terribile maleficio. Quarant’anni dopo, la giovane ed ambiziosa Christine è convinta di poter raggiungere la posizione di vice-direttore nella prestigiosa agenzia di prestiti in cui lavora.
Purtroppo la concorrenza è spietata, e per raggiungere l’obiettivo, Christine è costretta a prendere una difficile decisione, rifiutando la dilazione di mutuo richiesta da un’anziana donna nomade in difficoltà. Da quel momento, la vita della giovane impiegata diventerà un incubo che la porterà a compiere atti impensabili, in bilico tra l’isterismo e la pazzia.

Quanto è mancato all’horror, e a tutti gli appassionati del genere, Sam Raimi. Quanto è mancato il suo metodo di descrivere situazioni che, sulla carta, appartengono ai tipici canoni del cinema del terrore e che invece, grazie alla miscela di slapstick e ironia, finiscono per divertire lo spettatore tra salti dalla poltrona e risate.
Erano più di quidici anni che il papà di Ash non si dedicava nuovamente al suo primo amore, finchè non si è presentata l’occasione con Drag me to hell (QUI il trailer) La sua confidenza innata con il genere è visibile fin dalle prime battute, ancor prima dei bellissimi titoli di testa in cui si alternano gli scritti di magia nera ed i disegni raffiguranti demoni, tra fumo nero e ritmi sinfonici. Ed anche l’utilizzo oculato dei colori nei contrasti di ombre e luci (vedi la scena del sogno della mosca), è la dimostrazione di una scelta saggia che esalta la bravura del regista statunitense (nonchè quello del responsabile alla fotografia).

Drag me to Hell - Mrs Ganush assale ChristineStavolta Raimi mette in scena il gioco delle autocitazioni, in alcuni casi in maniera esplicita (la capra parlante ricorda tanto la testa/trofeo ne La Casa 2), in altri evidenziando la sua tecnica di sovvertire il ruolo delle mura domestiche, le quali passano da luogo innoquo che dovrebbe infondere serenità e sicurezza, a strumento di minaccia e pericolo. Il tutto senza correre il rischio di scadere nello scontato. Il vecchio maestro Sam, inoltre, continua il suo “gioco” con una serie di sequenze in cui è più efficace e terrorizzante la rappresentazione dell’ignoto, di ciò che potrebbe esserci, piuttosto che l’utilizzo di chiassosi effetti speciali in cui prevarrebbero improbabili creature e sangue a volontà. D’altronde, questa è La Paura.

A completare l’analisi della regia non bisogna dimenticarsi di un altro degli elementi tipici del Rami-Style: l’ironia. Drag me to hell è imbottito di momenti divertenti che spaziano dal trash al sarcasmo e che sconfinano, con sapienza e senza eccedere in stonature, nelle sequenze in cui la paura dovrebbe farla da padrona. Un esempio del concetto potrebbe essere la scena della collutazione in auto, in cui si vede l’anziana signora, priva di dentiera, tentare di mordere il volto di Christine. Disgustoso? Si, lo è. Come tanti momenti della pellicola in cui lo spettatore è portato, nel contempo, ad inorridire e a sorridere.

Christine in versione AshPurtroppo Drag me to hell non incassa soltanto applausi e note di merito. Uno dei punti a sfavore è rappresentato dall’utilizzo di una computer graphic davvero scarsa. Malgrado ci siano molte somiglianze tra la rappresentazione delle forze demoniache della saga di Evil Dead e quelle del film in questione, la differenza sta proprio nel diverso metodo di portarle in scena. Suonerà strano, ma i trucchi di vent’anni fa, benchè artigianali, erano di gran lunga più efficaci delle moderne tecniche in computer grafica. In ogni caso, nonostante alcuni passaggi risentano un pò di questa pecca, la valutazione globale della pellicola non ne esce compromessa.
Nè, tantomeno, riesce a compromettere questo prodotto positivo la mediocre prova della coppia di attori protagonsti. Alison Lohman (Il genio della truffa; Big Fish) e Justin Long (Jeepers Creepers; Die Hard – Vivere o morire) non offrono nessuna dote in grado di giudicare positivamente il loro operato, limitandosi a svolgere il compitino in maniera diligente ma anonima. Tutt’altro discorso per Lorna Raver, che nei panni dell’anziana gitana, la Signora Ganush, ha una mimica a dir poco agghiacciante, capace di sostenere con successo il peso dello spauracchio di turno.

In conclusione, Drag me to hell è un concetrato di momenti godibili in cui lo spettatore si ritrova a sorridere e spaventarsi, fino alla genialata finale in cui, ancora una volta, si palesa il marchio di fabbrica del regista. Bentornato, Sam. Ci sei mancato.

Punti di forzaUn regista veterano del genere; l’ironia mista all’orrido; le autocitazioni

Punti deboli: La Computer Graphic non all’altezza; recitazione della coppia di protagonisti non eccellente
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Baarìa di Tornatore conquista subito il botteghino!

Baarìa è al primo posto!

 
 
 
Come ampiamente prevedibile, è Baarìa di Giuseppe Tornatore il nuovo "numero uno" nella classifica degli incassi settimanali al cinema. La pellicola del regista siciliano conquista la vetta con un esordio che frutta oltre due milioni di euro nelle casse della Medusa. Alle sue spalle troviamo la nuova comedy-action della Disney, G-Force: Superspie in missione.  Mantiene comunque una postazione sul podio, L’era Glaciale 3, alla sua quinta settimana di programmazione.
 
Nel resto della classifica, l’interessante District 9 esordisce al quinto posto, mentre crollano quasi tutti i titoli-delusione.  
 
Escono dalla top-ten  Drag me to Hell, Il mio vicino Totoro, Segnali dal futuro  e The Informant!.

Settimana dal 21/09 al 27/09/2009:

 

Baarìa € 2.105.181
G-Force: Superspie in missione 1.244.291
L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri 946.718 
Basta che funzioni € 746.764 
District 9 633.615 
La ragazza che giocava con il fuoco 476.144 
Pelham 1-2-3: Ostaggi in metropolitana 443.776 
Il grande sogno 239.466 
Ricatto d’amore € 224.785 
10° G.I. Joe: La nascita dei Cobra 202.905

Il trailer del reboot di A Nightmare on Elm Street

 

Nightmare trailer

 

 

Finalmente è arrivato. Il primo teaser trailer del reboot di A Nightmare on Elm Street è disponibile online.

 

Ricordandovi che è in atto il nostro Remember the past, il viaggio analitico attraverso tutti i capitoli della saga sull’Uomo Nero, lascio a tutti voi i commenti sulle prime apparenti differenze tra il Krueger di Englund e questo nuovo Freddy versione Jackie Earle Haley.

 

 

 

http://www.traileraddict.com/emd/14481

 

Nuove uscite: Tornatore e gli alieni del Distretto 9 sono pronti per conquistare il pubblico in sala

 

District 9 arriva in ItaliaE’ un weekend carico di titoli interessanti. 

 

 

Dopo G-Force: Superspie in missione, uscito ieri, oggi è il turno del nuovo lavoro del regista Tornatore. In pista scendono anche un interessante sci-fi fantascentifico, il secondo capitolo della trilogia Millennium, e tanto altro.

  

Presentato in concorso a Venezia 2009, arriva nelle sale l’iper-distribuito (ed atteso) Baarìa. La storia segue le vicende di una famiglia della provincia di Palermo, attraverso tre diverse generazioni, dagli anni trenta agli ottanta. Amore, guerra, speranza, delusione. Un ritratto suggestivo e toccante, diretto da Giuseppe Tornatore, ed interpretato, tra gli altri, da  Francesco Scianna, Margareth Madè, Monica Bellucci, Enrico Lo Verso, Ángela Molina, Raoul Bova, Luigi Lo Cascio, Laura Chiatti, Nino Frassica, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti, Leo Gullotta, Ficarra e Picone.

 

Attesa anche per il fantascientifico District 9, di Neill Blomkamp. Una razza aliena, a bordo di una navicella spaziale, sbarca erroneamente sul nostro pianeta. Gli umani, però, non sono per nulla intenzionati a lasciarli andare, e decidono di circoscrivere la "minaccia" nel Distretto 9, in Sud Africa. Con Sharlto Copley, Jason Cope, Nathalie Boltt e Sylvaine Strike.

 

Sulla scia del successo ottenuto da High School Musical, arriva in Italia Bandslam – High School Band. Will è un ragazzo schivo e solitario. La sua passione per un determinato stile musicale non viene presa di buon occhio dai suoi coetanei, che continuano a prenderlo in giro ed a rendergli la vita difficile. Il suo trasferimento in un’altra città e l’amicizia con un gruppo di rockettari aiuteranno Will a superare i problemi ed a realizzare i propri sogni. Todd Graff dirige questa band di ragazzi, tra cui troviamo Vanessa Hudgens, Lisa Kudrow e Gaelan Connell.

 

La ragazza che giocava con il fuoco è il secondo atto della trilogia Millennium, scritta dal giornalista Stieg Larsson. Blomkvist è tornato alla guida della rivista Millennium ed è pronto a pubblicare un numero speciale sullo scandalo del traffico di donne dall’Est Europa per scopi di sfruttamento sessuale. Una serie di omicidi, però, blocca l’uscita della rivista, e costringe l’uomo ad indagare sull’accaduto. Dopo Uomini che odiano le donne, torna Noomi Rapace, stavolta accanto agli attori Michael Nyqvist, Alexandra Eisenstein e Georgi Staykov. Dirige Daniel Alfredson.

 

Il silenzio prima della musica è un viaggio commovente nella vita di Jason Crigler, chitarrista newyorkense di grande fama, che nel 2004 ha subito un’emorragia cerebrale durante un concerto. Malgrado i medici gli abbiano diagnosticato un futuro praticamente da vegetale, la sua famiglia lotta perchè lui possa riprendersi del tutto. Documentario diretto da Eric Daniel Metzgar.

 

Concludiamo la rassegna delle nuove uscite al cinema con un altro documentario, Eva e Adamo. Vittorio Moroni affronta il tema dell’amore attraverso il racconto che vede protagoniste tre donne di età molto diversa tra loro.

  

Soundtrack’s Drops: “Shy Guy” by Diana King

 

Per l’appuntamento con il Soundrack’s Drops, quest’oggi abbiamo scelto un pezzo che sprizza energia da tutti i pori.

 

L’anno era il 1995, e un esordiente Michael Bay faceva capolino nel mondo del cinema con l’adrenalinico Bad Boys, un concentrato d’azione e di risate interpretato dalla coppia Will Smith/Martin Lawrence.  

 

All’uscita del film, il brano di Diana King, Shy Guy, era tra i più trasmessi dalle tv tematiche (non a caso, la canzone è la più famosa dell’artista giamaicana). Sulle note del pezzo pop, con sfumature reggae, vediamo la coppia di attori discutere seduti ad un tavolo, tra balli sensuali ed esplosioni mozzafiato.

 

Buon ascolto.

 

 

 

 

Oggi al cinema: G-Force – Superspie in missione

G Force - Locandina

Ancora un prodotto disponibile in 3D sulla rampa di lancio, a testimonianza che questa tecnica sta prendendo sempre più piede nel mondo dell’intrattenimento da  sala.

Debutta oggi G-Force – Superspie in missione, commedia prodotta da Jerry Bruckheimer e distribuita dalla Walt Disney, che vede un gruppo di evolutissimi porcellini d’India fronteggiare la minaccia di un multimiliardario, intenzionato a distruggere il mondo. Diretta da Hoyt Yeatman, la pellicola può vantare, nella versione originale, la presenza di doppiatori eccellenti, come Nicolas Cage, Penelope Cruz e Steve Buscemi.

Remember the past: NIGHTMARE 6 – LA FINE

“Conosci la paura di chi si addormenta? E’ terrorizzato a morte, perchè la terra gli frana sotto i piedi e il sogno comincia…”

Nightmare 6 - La fine: Il PosterSpringwood, Ohio. Il cartello di benvenuto recita “Un posto incantevole dove vivere”. Qui John, ultimo adolescente sopravvissuto,  è in preda a continue amnesie, unite ad incubi ricorrenti in cui tenta di sfuggire alla morte. La morte, nello specifico, risponde al nome del’uomo dal guanto artigliato, l’ormai leggendario Freddy Krueger.
In seguito all’ennesimo risveglio dall’incubo, ed alla conseguente perdita di memoria, John viene accolto nel centro d’assistenza di un riformatorio, dove la psicologa Maggie cerca di scoprire di più sul suo oscuro passato. A far compagnia al ragazzo, un gruppo di giovani emarginati, con problemi di natura sociale. La fuga dall’edificio dei ragazzi, unita alla voglia della psicologa di risolvere il caso di John, riporta tutta la banda in quel di Springwood, dove John si convincerà di essere nientemeno che il discendente dell’Uomo Nero.

Vi ricordate di Alice e del piccolo Jacob, gli unici sopravvissuti del precedente capitolo? E avete presente la figura rilevante di Amanda Krueger, la madre di Freddy? Bene. Dimenticatevi di tutto ciò, perchè in Nightmare 6 – La fine (Freddy’s Dead: The Final Nightmare) sono del tutto assenti i riferimenti ai personaggi precedenti (peculiarità che, Nightmare 2 a parte, aveva caratterizzato la struttura della serie). La regista e sceneggiatrice Rachel Talalay, già produttrice del terzo e quarto capitolo, nonchè assistente di Wes Craven, opta per un deciso taglio narrativo, tralasciando tutti i punti di legame con il passato della storia. Ma c’è di più. La Talalay propone una trama così superficiale e confusa da destare uno sgradevole senso di deja-vu in relazione a quanto proposto in passato.

Le caratteristiche dei personaggi, ad esempio, sono tutti riconducibili alle precedenti vittime di Freddy: Carlos è sordo, menomazione che lo ricollega al Joey di Nightmare 3 (in quel caso l’handicap era il mutismo). Tracey ha un forte interesse per le arti marziali, ed ostenta la sua passione esattamente come Rick in Nightmare 4. Spencer, infine, ricorda molto Mark, fumettista in Nighmtare 5. Il festival delle scopiazzature continua con la scena in cui i tre ragazzi, a bordo di un furgone, si trovano a girare in tondo per le strade di Springwood. La stessa identica situazione era capitata nell’incubo di Dan ed Alice in Nightmare 4.

Welcome to Springwood L’uomo nero. La storia non spiega il modo in cui Freddy è “resuscitato” dopo l’ultima recente dipartita. Freddy Krueger è vivo e si diverte a spaventare  l’ultimo superstite della strage di Springwood. Tuttavia, dell’Uomo nero che spaventava Tina, Nancy e Kristen non è rimasto granchè. Krueger è diventato un assassino dalla mimica di un clown. La sua voce non spaventa più, i richiami alla simbologia ambigua e alla sessualità, che tanto avevano caratterizzato questo personaggio in passato,  sono del tutto assenti, ed anche le trasformazioni del mostro non fanno altro che divertire lo spettatore. Le sequenze di Freddy vestito da strega in stile Margaret Hamilton ne Il mago di Oz, o di Freddy conducente di autobus, con tanto di beretto, sono soltanto due dei tanti momenti del film in cui la trama assume contorni sempre più comici.

Rivelazioni ed elementi di distinzione. Nightmare 6 è una sorta di visita guidata, un tour in quei luoghi ed attraverso quegli eventi che hanno contribuito ad accrescere l’ira del killer degli anni ottanta. Ci vengono mostrato in successione, quindi, la sua infanzia malsana, gli anni legati ai soprusi del patrigno e quelli relativi al periodo in cui Freddy era sposato, fino ad arrivare al noto episodio che vede l’assassino bruciato vivo dai genitori delle vittime di Springwood.
Ciò che viene rivelato in questo capitolo è l’incontro di Freddy con i Demoni dei sogni, i quali gli promettono l’immortalità in cambio di una lunga ed inesauribile scia di sangue. Tra gli elementi di distinzione di Nightmare 6, invece, ricordiamo soprattutto la capacità del mostro di cancellare completamente l’identità e il ricordo delle sue vittime nel mondo reale. Inoltre, in alcuni frangenti della storia si evidenzia la difficoltà di risveglio da parte dei ragazzi.

Freddy l'autistaGli elementi ricorrenti di questo capitolo sono la presenza della mitica abitazione (il 1428 di Elm Street) e dell’indimenticabile tema musicale principale (qui in una versione leggermente modificata). La filastrocca, invece, è ricordata attraverso dei messaggi scritti che la protagonista trova durante la sua visita a Springwood.

 

Le scene cult. Tra le scene da ricordare di questo sesto capitolo, segnaliamo il monologo di Freddy che ci illustra i tentativi passati di mettere fine alla sua sete di sangue, e la sequenza dell’uccisione di Carlos, a cui viene prima tagliato l’orecchio e poi portato ad impazzire, fino a fargli scoppiare la testa. 

Il finale. All’epoca dell’uscita nelle sale cinematografiche,  gli ultimi quindici minuti di Nightmare 6 vennero proiettati in 3D. Il che significa che buona parte della trama legata alle scene finali risenta della scelta e venga ulteriormente limitata da obblighi strutturali. Freddy Krueger esce di scena nel momento in cui si decide di trascinarlo nel mondo reale (anche se c’è da dire, in questo mare di confusione, che la stessa trovata era stata sfruttata già in qualche capitolo precedente). Il suo stesso guanto funge da fendente mortale, mentre la dinamite provoca la sua esplosione in migliaia di pezzi incandescenti.

Per finire, Nightmare 6 – La fine è una delle scelte più infelici di tutto il cinema horror. Il paragone col primo capitolo è improponibile e quasi imbarazzante, tanto che si fa fatica a credere che facciano parte della stessa saga.  Quello che doveva segnare l’epilogo della saga finisce con l’essere il capitolo più debole di tutti.

Freddy's Game

Curiosità: 

  • Il film presenta due cameo illustri: quello del cantante Alice Cooper (nei panni del patrigno di Freddy) e quello di Johnny Depp, già protagonista in Nightmare – Dal profondo della notte.
  • I titoli di coda sono una sorta di raccolta delle sequenze più spettacolari dell’intera serie.

Citazioni:

 “Non lo sai che è vietato urlare al conducente?”

 “Solo il mio è il vero kung-fu, puttana!”

Sarà pure il tuo sogno, ma le regole le detto io!”

“Ogni città ha la sua Elm Street!”

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