UP

 

"Lassù, il viaggio di una vita"

 
 

Up: Il Poster

Forse sarò un sostenitore troppo parziale, forse è soltanto la realtà dei fatti. A Emeryville, in California, esiste una base di geni il cui scopo è quello di creare capolavori che colpiscano in pieno il pubblico, che riescano a divertire e commuovere, emozionare ed appagare. Non è facile venire da un anno di trionfi e consensi e ripetersi con un nuovo lavoro. La Pixar ci è riuscita.

 

 
Pronti-via e siamo subito trascinati nel contesto del cortometraggio che precede, come di consueto, il film vero e proprio. Parzialmente nuvoloso ci mostra la genesi dei bebè portati dalla cicogna attraverso il lavoro svolto dalle nuvole. Come al solito in queste occasioni c'è sempre una ruota del carro più sfortunata delle altre. E così, una nuvola grigiastra lascia ad una cicogna spelacchiata il compito di portare a destinazione un paio di pargoli tra i più pericolosi del regno animale.

 
L'antipasto riscalda a dovere il pubblico in sala, pronto a farsi travolgere dal racconto toccante e tenero del vecchietto con la passione sopita per l'esplorazione. Carl è un ultrasettantenne nella cui vita ha sempre condiviso tutto, interesse per i viaggi compreso, con sua moglie Ellie. Venutagli a mancare, il vecchietto inizia a chiudersi in casa in uno stato di mite solitudine; lì, dove tutto rappresenta il legame visibile con il suo passato. Dalla cassetta della posta all'album fotografico, lo scopo nella vita di Carl è, oramai, mantenere quel ricordo inalterato. Un giorno, malgrado gli eventi lo inducano a valutare l'ipotesi di ricoverarsi in una casa di riposo, l'uomo sorprende tutti mettendo in atto l'ingegnosa intuizione: togliere le tende alla volta del Sud America, a bordo della sua casa sospesa in aria da migliaia di palloncini.
Onorare la memoria della moglie, quindi, diventa per Carl l'opportunità di vivere una fantastica avventura, in compagnia di tanti simpatici personaggi, al fine di giungere alle tanto desiderate Cascate Paradiso.

 

Carl e Ellie

La caparbietà di Carl nel perseguire i propri obiettivi è il filo conduttore di questo gioiellino la cui qualità migliore è quella di riuscire a trarre emozioni ambivalenti dalla medesima situazione. Il film non solo diverte dall'inizio alla fine, ma al contempo  fa riflettere sulle meraviglie della vita e, forse, sul suo senso più profondo.
L'ironia di casa Pixar è qualcosa che va aldilà della semplice sequenza ad effetto: dal primo incontro tra Carl ed Ellie fino ai bellissimi titoli di coda, passando per l'arrivo dei personaggi chiave del film, Up mette in piedi una giostra colorata nella quale la risata è frequente.  Il volenteroso Russell ed il suo richiamo dell'esploratore, il cane Dug col collare della vergogna e il pennuto Kevin (il mio preferito) diventano così i beniamini di questa nuova favola dalla natura di una vecchia polaroid sbiadita. La velata malinconia che accompagna Carl è, insieme all'ironia, il fattore predominante della pellicola. Ma questo non rappresenta una stonatura di emozioni, bensì un valido punto di forza. Il fatto che il nostro protagonista si rivolga continuamente alla moglie, come se questa fosse ancora lì con lui, è forse la cosa più toccante dell'intera storia e racchiude tutta la solitudine che un uomo vedovo possa provare. 
 
Il plotone allegroTutto il film è come uno scatto fotografico d'altri tempi in cui bisogna evidenziare, oltre al fattore ironico e quello nostalgico, la straordinaria cura dei particolari, tipica di Casa Pixar. Ed è molto probabile che si cominci la conta dei dettagli: l'etichetta staccata  dietro la maglietta  di uno degli uomini della casa di riposo, le ceneri che si innalzano diventando tutt'uno con il fumo della brace dove il gruppo si è accampato, e così via. Dettagli che, insieme al volo fluttuante della casa, vengono completati dal sublime tema musicale al pianoforte, che rischia davvero di commuovere lo spettatore per la tanta delicatezza che racchiude.

 
Per finire, Up è quella fotografia sbiadita che ti lega ai ricordi passati. E' la tenacia di un uomo nel perseguire il suo sogno. Up è poesia grafica. La Pixar ci ha regalato l'ennesima perla attraverso il suo modo esemplare di intendere l'animazione. E noi tutti ringraziamo.

 

 
Punti di forza:
 Sensazionale tecnica grafica; ironia travolgente unita alla malinconia del racconto; un tema musicale intenso ed emozionante; l'ormai consueta cura dei particolari

 
Punti deboli:
  Praticamente inesistenti

 

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10 thoughts on “UP

  1. @Fumematto: Up è davvero uno dei migliori prodotti della Pixar. Pura fusione di emozioni.  Sono contento che ti sia piaciuto.

    @country: Grazie!!! Altra gemma, è vero! Ora sono curioso di conoscere la posizione che prenderà questa pellicola nella tua personale classifica  dei capolavori targati Pixar!

  2. Ciao 🙂
    Come avrai potuto scorgere, anche di sfuggita, dal mio post si evince una serie di sensazioni, non è una recensione, come la tua doverosamente dettagliata e professiomista.
    Anche io sono daccordo sul fatto che questo è un film da vedere. L’unica pecca è che ci sono troppi clichè, ma è perdonabile vista la trama e i personaggi.

  3. ah, uno dei dettagli in cui mi sono perso con la frase "wow…vedi che cura…" è stata la polvere sulle finestre quando la casa veniva inquadrata dall’esterno 🙂

    Fumematto

  4. Ero sicuro che ti piacesse. E’ un film meraviglioso, che alterna commozione e risate in maniera impeccabile. In se racchiude tutta una vita mostrando si può essere felici anche quando non tutto va per come sarebbe giusto che andasse. Ci parla dell’amore che è qualcosa che va costruito giorno per giorno e non dato per scontato dormendoci su una volta che si è trovato (o che lui ha trovato noi).
    Dentro ci sono moltissimi temi e credo che sia proprio uno di quei film che cambia il suo messaggio a seconda dell’età dello spettatore o del percorso della sua vita.
    Mi vengono ancora i brividi a pensare ad alcune sue scene.
    Ciao

  5. La Disney + Pixar ultimamente non delude… Ho quasi pianto il primo quarto d’ora!!! Concordo, molto ironico e molto malinconico. L’unico punto debole l’ho trovato nel finale all’ "americana", della serie "Il passato è passato, buttatelo alle spalle, non è mai troppo tardi per cominciare una nuova vita". Col principio posso essere d’accordo, ma per come hanno sviluppato trama e personaggi mi sembra un po’ posticcio. Grande film, comunque.

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