A CHRISTMAS CAROL

 

 "Benvenuti nel milleottocento del futuro"

 


A Christmas Carol: La recensioneNell'ultimo periodo la lista dei film da vedere ha subito una forte impennata. Ci sono sempre più titoli interessanti a disposizione e sempre meno tempo da dedicare a questa magica passione.
In ogni caso, nel weekend sono riuscito a vedere, con buona soddisfazione, due pellicole uscite recentemente. Una delle due è A Christmas Carol.

 

 

Dopo la morte di Marley, suo socio in affari, il vecchio burbero Ebenezer Scrooge continua a collezionare pile di quattrini, maltrattando il suo impiegato e negando la sua presenza ad ogni invito avanzato da suo nipote. Dopo sette anni dalla triste perdita, la visita notturna del fantasma di Marley ed un annuncio sorprendente porteranno Scrooge su binari differenti a quelli percorsi fino a quel momento.

 

Il caro Robert Zemeckis (Chi ha incastrato Roger Rabbit; Ritorno al futuro; Forrest Gump) si è cimentato nell'ennesima rivisitazione del classico di Charles Dickens, aggirando abilmente il rischioso senso di deja-vu e puntando in maniera decisa sull'impatto visivo, in luogo di un approfondimento superfluo della trama. Il regista lavora su atmosfere molto cupe, in alcuni casi quasi angoscianti, in grado di evidenziare lo stato deleterio in cui naviga il vecchio Scrooge.
La potenza delle immagini, per quanto questa possa comportare una sorta di auto-compiacimento palese, è magia per gli occhi (e gli occhialini) dello spettatore, mentre il prolungarsi di alcune sequenze (come quella del volo su Londra) è un chiaro espediente in cui l'innovazione ruba la scena e dona quel funzionale senso di novità necessario per un lavoro di questo tipo, tanto inflazionato negli anni.

 

In grande forma Jim Carrey, qui nel plurimo ruolo che lo vede protagonista nei panni di Scrooge (versione bambino, adolescente, adulto e anziano) e dei tre spiriti del Natale. La versatilità dell'attore originario di Ontario va a nozze con la necessità di diversificare i personaggi principali e, al contempo, di mantenere inalterate determinate fattezze e proprietà espressive.
Da applausi anche le prove degli attori di contorno, Gary Oldman e Colin Firth: il primo nei panni del defunto socio Marley, dell'impiegato Bob Cratchit e del piccolo Tim; il secondo presente nell'interpretazione del nipote di Scrooge, Fred.

 

Concludo dicendo che la scommessa di A Christmas Carol, come ampiamente prevedibile, raggiunge una valutazione molto elevata. Malgrado sia stato riproposto in tutte le salse e nelle più disparate varianti, Il canto di Natale suscita sempre un certo fascino, specie per gli amanti delle avvolgenti atmosfere natalizie. Nel caso specifico, poi, i notevoli progressi della tecnologia fanno del film di Zemeckis quasi una sorta di modello esemplare per gli standard innovativi finora mostrati. 


 

Punti di forza: Gli effetti speciali sensazionali; Jim Carrey in palla; la magia raddoppiata nella versione 3D

 

Punti deboli: La durata prolungata di alcune sequenze; le atmosfere non proprio adatte ai più piccoli

 

 

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5 thoughts on “A CHRISTMAS CAROL

  1. Vero, alcune scene sono davvero cupe, così come sono presenti elementi tetri che, a mio parere, non sono adatti per i bambini più piccoli.
    Mi è piaciuto molto l’uso del 3d e la realizzazione grafica che fa quasi percepire le atmosfere del tempo.

  2. Un film tecnicamente ben fatto e molto spettacolare (alcuni  momenti sono davvero da applausi), ma, come avevo già scritto in un altro tuo post, rimango sempre un po’ … così.
    Comunque ho dato un bel volto a questo film. 
    Ciao, Ale

  3. Non ci sono dubbi sul fatto che questo sia il miglior esempio di emotion capture mai realizzato, ma il fatto è che secondo me questa tecnica somma i difetti della computer grafica a quelli della recitazione dal vivo. Ancora non si è riusciti a trovare un modo per far sembrare normali i movimenti del viso che spesso mi sono parsi troppo accentuati persino per un film di animazione.
    Il film però non è male anche perchè la storia seppur risaputa è molto bella, ma per quanto mi riguarda la versione con Zio paperone nei panni di Scrooge è stupenda e fra le altre cose credo che sia la miglior "interpretazione" di Paperone.
    Ciao

  4. @Memole: Indubbiamente, la nuova tecnologia aiuta ad avvicinarsi di più al contesto.

    @daddun: Io invece trovo il 3D molto funzionale per questa pellicola. Non penso sia un ostacolo.

    @pillole: Zio Paperone avrebbe meritato l’Oscar per quella sua prova! 😀

  5. Un buon film, molto adulto grazie alle atmosfere gotiche e oscure, e molto fedele all’opera di dickens. molto meglio il motion capture rispetto al meno riuscito polar express…grande jim carrey, come ho scritto anche da me

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