AVATAR

"Su e giù per Pandora, il Mondo che non c'è"

 
 

Avatar - Locandina

Dopo la morte del fratello, un ex marine viene reclutato da un gruppo di multinazionali per partecipare ad una missione sul lontano pianeta Pandora, al fine di favorire l'estrazione di un minerale raro in grado di salvare la Terra. Per muoversi, data la tossicità dell'aria, l'uomo si avvale di un Avatar, un essere creato dalla fusione tra il DNA degli umani e quello dei Na'Vi, gli alieni del posto.

Premessa. Io sono per la libertà di espressione, e credo di essere abbastanza aperto ad ogni tipo di confronto. "Ognuno è libero di esprimere e sostenere la propria opinione", afferma il mio credo. Ma, detto tra noi,  detesto l'anticonformismo spicciolo di coloro che cercano in tutti i modi di andar contro il gregge. Che si parli di Cinepanettoni, dei lavori di Tony Parkinson Scott o, nel caso specifico, della pellicola considerata tra le più importanti dall'inizio del nuovo millennio, non riesco a mandar giù chi è solito sminuire una pellicola con l'intento di sentirsi diverso o, peggio ancora, superiore. Mi sa di snobismo. E detesto lo snobismo quasi quanto le stesse pecore del gregge.
 
Detto questo, partiamo subito col dire che Avatar non è un capolavoro. La lista dei difetti della pellicola a cui James Cameron ha lavorato per 13 anni è lunga abbastanza per escludere il film dall'élite del cinema.
Il regista di Terminator, Aliens – Scontro finale, The Abyss e Titanic attinge dal baule storico realizzando un lavoro ibrido in cui alla fantascienza si mescolano influenze che spaziano dall'avventura al fantasy, dalle americanate di grana grossa ai film di guerra. Il contesto in cui si svolge l'ultima mezz'ora, per fare un esempio, riporta alla mente l'orrore e le circostanze al centro del conflitto del Vietnam. Il tutto preceduto da un proclama degno del miglior Braveheart – Cuore Impavido.
Il tratto debole della corda, in Avatar, sta proprio nell'aver voluto imbottire una trama già di per sè flebile e fin troppo telefonata, con una serie di idee riprese da vecchie pellicole e che danno inevitabilmente un lontano senso di dejavu. Il che non sarebbe una novità, se solo non stessimo parlando di una pellicola dalla portata ed ambizione smisurate.
 
Avatar - Tree of life Anche la recitazione fallisce nell'impari confronto tra presupposto e risultato finale. Fatta eccezione per le partecipazioni di Giovanni Ribisi (Lost in translation; Nemico Pubblico) e Sigourney Weaver (Alien; The Village), è un cast privo di nomi antisonanti quello che svolge il compitino in maniera sì diligente, ma senza lasciare una traccia rilevante nell'economia della pellicola. In tutta onestà, durante alcune scene in cui la mia attenzione si è soffermata sullo stampo recitativo generale, mi è parso di assistere ad un discreto B-movie, di quelli che vanno in onda durante i martedì sera in piena estate. Ad onor del vero, c'è comunque da sottolineare l'evidente difficoltà legata al dover recitare su un set fatto di sfondi di teli verdi e freddi studios elettronici.
 
Avatar - Pandora di notte Ho detto che Avatar non è un capolavoro, è vero. Nonostante i suoi difetti, però, la pellicola (fresca vincitrice di due prestigiosi Globes) si guadagna la promozione grazie ad una regia molto attenta e ad un lodevole lavoro di squadra tra i collaboratori degli effetti digitali e della grafica in generale. In tal senso il film risulta stilisticamente perfetto, con la creazione di un mondo popolato da animali e piante mai concepiti prima, disegnati ed elaborati fin nei minimi particolari, al fine di trasformare il sogno in realtà.
La tecnica 3D, poco invasiva e volta ad esaltare determinati soggetti nella messa a fuoco, ripaga il lavoro di Cameron, valorizzando soprattutto le sequenze girate in soggettiva, attraverso l'uso di speciali telecamere all'avanguardia. Durante le fughe nei boschi di Jake, infatti, vi capiterà praticamente di schivare i numerosi rami delle piante che riempiono l'immensa foresta di Pandora. Le scene migliori, però, vengono offerte dai paessaggi notturni che il pianeta dei Na'Vi offre, con una miriade di specie floreali a far da contorno ad un contesto luminescente da far brillare gli occhi.
Ciò nonostante, non tutti sono rimasti soddisfatti dall'effetto 3D di Avatar. Sentendo qualche commento in sala post-proiezione, alcuni spettatori hanno lamentato il poco coinvolgimento della tecnica, fin tanto che qualcuno ha addirittura osannato il trailer di Alice in Wonderland e la testa dello Stregatto ad un palmo di naso.  Personalmente io ho gradito il modo di utilizzo del 3D nella pellicola. Se non altro non mi ha provocato alcun mal di testa o senso di nausea, a differenza di altri casi.  
 

Pompato dal processo mediatico oltremisura, a tratti B-movie, a tratti pacchiano, a tratti colossal, Avatar supera comunque l'esame grazie ad una pregevole regia e alle superbe tecniche innovative. Forse non cambierà la storia del cinema, ma l'ultimo film firmato James Cameron rappresenta un sensibile passo in avanti nel settore dell'intrattenimento da sala. 
 

P.s.: La polemica sul mancato divieto ai minori della censura italiana è del tutto infondata. Il film, sigarette della Weaver a parte,  è praticamente innocuo. 

 
 
Punti di forza: La regia attenta ed innovativa di Cameron; gli scenari mozzafiato; il meraviglioso effetto 3D

 

Punti deboli: La trama prevedibile; le sequenze che sanno di "già visto"; la recitazione non impeccabile;


 

 

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13 thoughts on “AVATAR

  1. Anche per me è promosso e con grande serenià. Anche se tutti i difetti che hai riscontrato tu li ho riscontrati anche io, ad eccezione forse della recitazione che mi ha sempre convinto.
    Sottoscrivo quello che hai detto tu a proposito della polemica sulla mancata censura a minori di 14 anni, sarebbe stata assurda, visto anche il carattere "buonista" della pellicola.
    Infine se Avatar segnerà l’inizio di una rivoluzione credo che lo stabilirà solo il futuro del 3D che però a quanto pare è ben lanciato. In questo senso allora Avatar pone le prime fondamentali pietre per una regia, fotografia ed uso degli effetti speciali che non debbano invidiare nulla in termini artistici alle tradizionali pellicole main stream.
    Ciao

  2. secondo me il 3D aumenta l’esperienza sensoriale, ma non è indispensabile, perchè la parte del leone qui la fa la tecnica digitale nel rendere credibili e vive creature di fantasia, e qui va tutto il plauso alla tecnica dei tecnici WETA, del resto già responsabili della trilogia del Signore degli Anelli.
    A Cameron va il merito di aver coltivato e perseguito l’obiettivo di ricreare un mondo intero con flora e fauna aliena propria.
    La prossima volta però gli consigliamo di trovarsi anche uno sceneggiatore capace.

  3. @kusanagi: Esatto, il 3D è un elemento complementare dell’arte dei tecnici WETA. Al momento, però, credo che la pellicola perdi parecchio senza.

    @ancatdubh: Grazie!! Però, se fossi in te, un pensierino alla visione lo farei. 😉

  4. Concordo sostanzialmente anche io.
    La buona idea iniziale è stata sviluppata in modo un po’ troppo prevedibile.
    D’altra parte, la realizzazione grafica è stupenda.

    Quanto al 3D e all’uso troppo spinto del digitale, però, un po’ mi lasciano perplesso.
    Se la grafica ne guadagna parecchio, rischia però di perdersi la bravura (o meno) degli attori.
    Spero quindi che se ne faccia in futuro un uso intelligente.

  5. Ohhhhhhhh…!!!!! Fìnalmente una voce fuorì dal coro deglì adoratorì ad oltranza dì "Avatar"….!!!! Come haì ben detto sà dì gìà vìsto (cìtìamo ad esempìo "Aìda deglì alberì…"?) ed addìrìttura dì b-movìe…

    Come ho scrìtto da Daddun nessuno mì rìdarrà le ore buttate a guardare quel fìlm…!!!! Infattì e col senno dì poì avreì potuto benìssìmo guardarlo su Sky ìn una serata futura dove la programmazìone è fìacca… Ma sempre col senno dì poì forse avreì scelto un documentarìo o dì leggere un buon lìbro…

    Se Cameron voleva ìnventarsì un mondo non è certamente all’altezza dì Tolkìen ed ìl fatto che abbìa annoverato tra le sue fìle ì tecnìcì del WETA non rende questo fìlm un prodotto mìglìore del Sìgnore deglì anellì….anzì…!!! Peter Jackson non è tra ì mìeì regìstì preferìtì ma con la trìlogìa ha dato ìl meglìo dì sè… e molto meglìo dì Cameron…

    Se aglì Oscar andrà come aì Globes tanto varrà dormìre… E su Alìce… beh… non mì pronuncìo perche non ho maì amato nè ìl lìbro nè ìl fìlm Dìsney e quìndì non vedrò ìl fìlm…

    Ierì ho vìsto "Tra le nuvole" ("Up ìn the aìr…") e devo dìre che senz’altro mì è pìacìuto pìù dì "Avatar" anche se lascìa l’amaro ìn bocca per tantì motìvì… ma non dìco nulla perche magarì non l’haì vìsto…

    Secondo me merìtava dì pìù aì Globes come merìtava molto dì meno "Avatar"….

    Scusa ìl commentone lungo…

  6. Sottoscrivo in pieno, sono più o meno le stesse cose che scriverò anch’io.
    Che Cameron avesse la mano "grossa" lo sapevamo, ma non pensavo arrivasse a scrivere una roba così palesemente "servoassistita".
    Cmq un’esperienza da fare, senza dubbio, anche se fa sempre un pò tristezza il fatto che la "massa" decida di alzare il culo dalla sedia sempre per i soliti kolossal senza spessore.

  7. @Country:  la massa, da bravo gregge, segue le mode e gli eventi del momento, non perche’ stupida, ma perche’ si adegua ai riti della comunita’: se un film lo vanno a vedere tutti, ci si va anche perche’ poi si ha qualcosa di comune di cui parlare, e si puo’ dire la propria, partecipare alla discussione.

    Sta a chi "dirige’ la massa, ovvero ai media, agli opinionisti e a chi di mestiere recensisce i film guidarlo sui prodotti piu’ … stimolanti intellettualmente, semmai.

    Ed in questo caso mi sembra di assistere ad un quanto mai anomala ed unanime acclamazione al capolavoro per quanto riguarda Avatar, anche da parte della critica piu’ accreditata, e non capisco proprio il perche’, se non per l’aspetto visivo, cje e’ effettivamente strabiliante.

  8. @razza: Bentornato!!! Tra le cose che ho apprezzato in Avatar, ci sono i progressi fatti con l’uso del digitale. Poche volte mi è capitato di vedere dei personaggi ritratti in motion capture così realistici!

    @aps: Credo che vedrò "Tra le nuvole" e poi ne riparliamo.

    @country e @kusanagi: Più o meno diciamo le stesse cose. Però io ritengo che la "massa" sia soprattutto un insieme di individui dall’apertura alla conoscenza abbastanza limitata. Quindi incline alla "moda facile" e al dialogo banale. Concordo con Kusa quando dice che la colpa è soprattutto dei media, troppo impegnati a contare i quattrini per educare il pubblico ad una più ampia visione dell’arte dell’intrattenimento.  

  9. @CST: Beh, nel caso di Avatar siamo tutti "massa", che ci piaccia o no,  con piu’ o meno consapevolezza, perche’ nelll’ambiente "cinefilo" Avatar lo si attendeva da anni, mentre magari il resto del pubblico l’ha scoperto solo quest’anno.

    CIo’ nonostante, magari il trailer mi avesse lasciato alquanto perplesso, ho subito anch’io il ricatto dell’evento, spinto piu’ dalla curiosita’ che da vero entusiasmo, e come me molti immagino, entusiasmo che poi si e’ spento all’
    uscita dal cinema.

    Ribadisco, non capisco (e a dir la verita’ mi preoccupa anche un po’ )  l’atteggiamento di molta critica che si sente quasi in obbligo di definirlo  un capolavoro, quando invece IMHO e’ un film mediocre,  come se avesse paura di contraddire il successo planetario e i miliardi che sta guadagnando, anche perche’ solitamente non e’ cosi’: mi sembra che Cameron, alla stregua di Spielberg, sia un po’ un’intoccabile.

  10. @kusa: Si, siamo d’accordo.
    Io intanto ho letto e sentito soprattutto opinioni "estremiste": o NERO o BIANCO. E’ questo che non accetto, il voler puntare il dito in maniera così decisa verso un lavoro che presenta, indiscutibilmente, elementi negativi e positivi. Chi lo distrugge mi sà di "estraneo al flusso"; chi lo elogia strappandosi i capelli appare, come dici tu, come uno che contraddice ciò che non si può contraddire.  

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