Il maghetto resta in testa al botteghino, niente da fare per Boldi e la Principessa della Disney

  Harry Potter e i doni della morte - Box Office

  
 
Settimana dal 22/11/2010 al 28/11/2010:
 
 
Harry Potter e i doni della morte €  3.491.838
A Natale mi sposo € 2.424.461
Rapunzel – L'intreccio della torre € 1.861.233
La donna della mia vita € 965.153
Saw 3D – il capitolo finale € 831.065
Maschi contro femmine € 367.700
Benvenuti al Sud € 303.356
The Social Network 240.288
Noi credevamo € 216.265
10° Un marito di troppo 185.022

 

 
 

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Chef pasticcioni, principesse in fuga, psicopatici ed una ragazzina coraggiosa nel prossimo weekend di cinema

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Rapunzel: La Disney ritorna in sala Ultimo weekend di novembre. Freddo e pioggia un pò ovunque, ma la voglia di cinema permane. In rampa di lancio ci sono sei nuovi titoli che noi di Alone in Kyoto andiamo ad elencare nella breve rassegna.

 

 
Iniziamo con Rapunzel – L'intreccio della torre di Nathan Greno e Byron Howard. Dopo la parentesi de La principessa e il rannocchio in cui si era ritornati alla tecnica del disegno a mano, con questo lungometraggio, incentrato su una celebre fiaba dei Fratelli Grimm, la Disney opta nuovamente per l'utilizzo della Computer Grafica. Un affascinante bandito ed una ragazza dalla lunghissima chioma intraprendono un'avvincente fuga, accompagnati da una serie di bizzarri personaggi. Anche in 3D.

 
Arriva in Italia con un anno di ritardo rispetto agli USA il dramma pluripremiato di Lee Daniels, Precious. Nel 1987, una sedicenne di Harlem si ritrova a convivere con una realtà difficilissima. Tra gravidanze inaspettate, soprusi familiari e burla degli amici, dovrà cercare di dare una svolta alla propria vita. Nel cast, tra gli altri, il Premio Oscar Gabourey "Gabby" Sidibe, il Premio Oscar Mo'Nique, Paula Patton, Lenny Kravitz, Mariah Carey, Sherri Shepherd e Nealla Gordon.

 
Il cinema italiano questa settimana propone due commedie di diverso stampo. Arriva nelle sale il nuovo cinepanettone pre-natalizio della banda capitanata da Massimo Boldi, A Natale mi sposo. In quel di Saint Moritz uno chef e il suo staff deve organizzare un banchetto di nozze di classe. Tra equivoci e gag macchiettistiche, un film che annovera nel cast, oltre a Boldi, anche Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Massimo Ceccherini, Teresa Mannino, Elisabetta Canalis ed Enzo Salvi. Dirige Paolo Costella.
 
La donna della mia vita
vede il ritorno nelle sale di Luca Lucini. Il regista di L'uomo perfetto ed Oggi sposi ci racconta un triangolo sentimentale tra Leonardo e Giorgio, due fratelli legatissimi tra loro e Sara, una donna che è entrata a far parte della vita di entrambi, ma in periodi differenti. Con Alessandro Gassman, Luca Argentero,  Valentina Lodovini, Stefania Sandrelli e Sonia Bergamasco.

 
Criticato per l'eccessiva violenza all'ultimo Sundance Festival (e non solo), arriva anche da noi The Killer Inside Me. Remake di uno sfortunato lavoro del 1976, la pellicola diretta da Michael Winterbottom è ambientata in una tranquilla cittadina americana che si vede improvvisamente teatro delle sanguinose gesta di uno psicopatico senza ritegno. Un noir che vede presenti nel cast, tra gli altri, i nomi di Jessica Alba, Casey Affleck, Kate Hudson, Bill Pullman e Simon Baker.

 
E chiudiamo con Il mio nome è Khan di Karan Johar. Direttamente da Bollywood, un dramma che vede protagonista un uomo ingiustamente accusato di essere uno dei responsabili degli atti di terrorismo in America. Con Shahrukh Khan, Katie A. Keane, Kajol, Christopher B. Duncan e Jimmy Shergill.
 
 
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STANNO TUTTI BENE

 

“L’ On-the-road ferroviario di Robert”

Stanno tutti bene PosterE’ tutto pronto per la riunione di famiglia che il vecchio Frank ha programmato per il fine settimana. Il prato è stato tagliato, le piante annaffiate, le fontane azionate, sedie e piscina gonfiabile tirate fuori dalla cantina. La nuova brace, comprata a prezzo stracciato, è già in funzione. Carne e vino speciali per un’occasione speciale. Mancano solo i suoi bambini. I figli che, uno dopo l’altro, daranno forfait per i troppi impegni lavorativi. Per Frank sarà il momento di mettere tutto in una valigia, “chiavi di casa” comprese, e partire per scoprire se stanno tutti bene

Alcuni film riescono a convincere malgrado non beneficino di una sceneggiatura articolata. Nel film di Kirk Jones, remake dell’italiano omonimo del 1990 diretto da Giuseppe Tornatore, ad una storia pressocchè lineare fanno da contraltare le immagini di un viaggio straordinario e le emozioni che alcuni incontri riescono a suscitare. In sintesi, non è quello che si racconta a funzionare, ma come si riesce a raccontare. Tutto è riassunto in un ritratto malinconico di un uomo che, dopo anni di sacrifici, deve fare i conti con una realtà che è nettamente più triste delle prospettive sognate per i suoi figli. Un uomo, il Frank interpretato dall’eccellente Robert De Niro, che malgrado la navigata saggezza, tenta in tutti i modi di rifiutare i segnali lanciati dalle vite mediocri dei suoi ragazzi.

Il regista di Tata Matilda (si, avete letto bene, Tata Matilda) se la cava abilmente, complice un’attenta fotografia, tra scenari mozzafiato e primi piani sorprendenti. Capita, dunque, di emozionarsi dinnanzi alle riprese luminose tra nuvole grigie e rosa, oppure di stupirsi per la bellezza racchiusa nella sequenza girata sullo sfondo di un semplice muro di mattoni. La forza di questa pellicola è tutta nella capacità artistica nel mostrare il contesto in cui Frank si muove. Che siano insegne notturne, cieli variopinti o toghe pluriennali, tutto è sbalorditivo.

Sebbene l’intera pellicola si concentri principalmente sulla figura del vedovo, il resto del cast riesce comunque a convincere a dispetto di una limitata durata scenica. L’ormai ritrovata Drew Barrymore (E.T., Scream, Donnie Darko), il bravo Sam Rockwell (Moon, Il genio della truffa) e la bellissima Kate Beckinsale (Van Helsing, Cambia la tua vita con un click) rendono pienamente nel proprio ruolo, incarnando con diligenza la figura dei figli distaccati e un pò sbandati.

Ottima, infine, la colonna sonora strumentale e la scelta dei pezzi da viaggio. La prova, per Dario Marianelli (già Premio Oscar nel 2008 per Espiazione), era la più ardua in assoluto, dovendosi confrontare con il lavoro del film originale dell’immenso Ennio Morricone. Il risultato finale è comunque buono, e l’accompagnamento sonoro risulta funzionale alla visione.

Uscito in Italia riprorevolmente con un anno di ritardo, Stanno tutti bene si dimostra efficace fin dai meravigliosi titoli di testa. Un viaggio intenso che racconta il bisogno di un padre di accertarsi della sorte dei propri figli. E lo fa con tenerezza e sensibilità.

Punti di forza: Regia attenta e carismatica, fotografia curata, un Robert De Niro sugli scudi, gli scenari 

Punti deboli: Sceneggiatura poco articolata 

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THE SOCIAL NETWORK

 

L’Individualismo è Potere”

Giovane ed anonimo cervellone di Harvard, in preda ai fumi dell’alcool, decide di mettere in atto in una sola notte la sua vendetta di cuore. Sarà l’inizio di una serie di incontri ed intuzioni che gli permetteranno di realizzare uno dei patrimoni più imponenti del globo.

Chiariamo subito, The Social Network non è un film su Facebook. La premessa è d’obbligo per chiarire il concetto a tutti quegli spettatori che dalla sola visione della locandina riescono a ricavarne il genere e il soggetto. Anche perchè, credetemi, all’ingresso in sala ne ho sentite davvero di cotte e di crude a riguardo.

Tratto dal bestseller di Ben Mezrich, Miliardari per caso, il film diretto da David Fincher (Zodiac, Fight Club, Il curioso caso di Benjamin Button) prende spunto dall’origine di una brillante idea per svilupparne tutte le sue conseguenze, amplificandone l’aspetto cinico ed accentratore del protagonista, il newyorkense Mark Zuckerberg. Danzando tra passato e presente, passando dalle mura di un college a quelle di un tribunale, Fincher realizza un racconto avvincente in cui le atmosfere ricercate ed a tratti patinate di un mondo selettivo la fanno da padrone. Il ritmo si mantiene su alti livelli, salvo in certi frangenti in cui cala vertiginosamente, ed in cui si rischia di compromettere il grado di attenzione dello spettatore. Tuttavia, anche in questi sporadici momenti è lecito farsi trasportare dalla lodevole sceneggiatura di Aaron Sorkin (Nemico Pubblico, West Wing), responsabile della fase di adattamento del romanzo ed autore di dialoghi che sono la vera forza della pellicola. Fin dalle prime battute del film si può infatti notare come, attraverso dei memorabili botta e risposta al vetriolo, Sorkin ricami una sceneggiatura a misura di cinico, perfetta per contesto e tempi di intervento.

The Social Network ClubNella selezione per il ruolo di protagonista, l’ormai ricco ed invidiato Mark Zuckerberg, erano stati opzionati, tra gli altri, anche  Shia LaBeouf e Michael Cera. A spuntarla è stato invece Jesse Eisenberg, l’eterno abbonato alla figura del Loser (Vedi Adventurland e Benvenuti a Zombiland) a mio avviso eccessivamente inespressivo nella sua interpretazione ma, paradossalmente, il più adatto a calarsi nelle vesti del Nerd (o, come dicono i più aggiornati, Geek). Il futuro Spider-Man Andrew Garfield, qui nel ruolo di Eduardo Saverin, si dimostra più a suo agio del succitato collega, sebbene la sua immagine, troppo pulita, stoni un pò con il personaggio interpretato. Chiude il trittico di un cast giovanissimo, un improbabile Justin Timberlake nel ruolo del cofondatore di Napster Sean Parker.

Nota di merito, infine, all’intensa ed incalzalte colonna sonora, curata da Trent Reznor, leader della band Nine Inch Nails.

Per concludere, confermiamo quanto già detto da più parti: The Social Network è davvero uno dei film più interessanti dell’annata. E se all’uscita dal cinema sentirete dei commenti del tipo “Ma che film è?” o “E’ un film da ninna-nanna” (esclamazioni udite nel sottopassaggio verso il parcheggio del multisala) sappiate che al 99% lo spettatore in questione si era fatto già un’idea diversa prima ancora di andare a vedere il film.

 

Punti di forza:  Dialoghi pungenti; colonna sonora incalzante; regia matura ed attenta 

Punti deboli: Ritmo a tratti calante; la scelta del cast discutibile

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