THE SOCIAL NETWORK

 

L’Individualismo è Potere”

Giovane ed anonimo cervellone di Harvard, in preda ai fumi dell’alcool, decide di mettere in atto in una sola notte la sua vendetta di cuore. Sarà l’inizio di una serie di incontri ed intuzioni che gli permetteranno di realizzare uno dei patrimoni più imponenti del globo.

Chiariamo subito, The Social Network non è un film su Facebook. La premessa è d’obbligo per chiarire il concetto a tutti quegli spettatori che dalla sola visione della locandina riescono a ricavarne il genere e il soggetto. Anche perchè, credetemi, all’ingresso in sala ne ho sentite davvero di cotte e di crude a riguardo.

Tratto dal bestseller di Ben Mezrich, Miliardari per caso, il film diretto da David Fincher (Zodiac, Fight Club, Il curioso caso di Benjamin Button) prende spunto dall’origine di una brillante idea per svilupparne tutte le sue conseguenze, amplificandone l’aspetto cinico ed accentratore del protagonista, il newyorkense Mark Zuckerberg. Danzando tra passato e presente, passando dalle mura di un college a quelle di un tribunale, Fincher realizza un racconto avvincente in cui le atmosfere ricercate ed a tratti patinate di un mondo selettivo la fanno da padrone. Il ritmo si mantiene su alti livelli, salvo in certi frangenti in cui cala vertiginosamente, ed in cui si rischia di compromettere il grado di attenzione dello spettatore. Tuttavia, anche in questi sporadici momenti è lecito farsi trasportare dalla lodevole sceneggiatura di Aaron Sorkin (Nemico Pubblico, West Wing), responsabile della fase di adattamento del romanzo ed autore di dialoghi che sono la vera forza della pellicola. Fin dalle prime battute del film si può infatti notare come, attraverso dei memorabili botta e risposta al vetriolo, Sorkin ricami una sceneggiatura a misura di cinico, perfetta per contesto e tempi di intervento.

The Social Network ClubNella selezione per il ruolo di protagonista, l’ormai ricco ed invidiato Mark Zuckerberg, erano stati opzionati, tra gli altri, anche  Shia LaBeouf e Michael Cera. A spuntarla è stato invece Jesse Eisenberg, l’eterno abbonato alla figura del Loser (Vedi Adventurland e Benvenuti a Zombiland) a mio avviso eccessivamente inespressivo nella sua interpretazione ma, paradossalmente, il più adatto a calarsi nelle vesti del Nerd (o, come dicono i più aggiornati, Geek). Il futuro Spider-Man Andrew Garfield, qui nel ruolo di Eduardo Saverin, si dimostra più a suo agio del succitato collega, sebbene la sua immagine, troppo pulita, stoni un pò con il personaggio interpretato. Chiude il trittico di un cast giovanissimo, un improbabile Justin Timberlake nel ruolo del cofondatore di Napster Sean Parker.

Nota di merito, infine, all’intensa ed incalzalte colonna sonora, curata da Trent Reznor, leader della band Nine Inch Nails.

Per concludere, confermiamo quanto già detto da più parti: The Social Network è davvero uno dei film più interessanti dell’annata. E se all’uscita dal cinema sentirete dei commenti del tipo “Ma che film è?” o “E’ un film da ninna-nanna” (esclamazioni udite nel sottopassaggio verso il parcheggio del multisala) sappiate che al 99% lo spettatore in questione si era fatto già un’idea diversa prima ancora di andare a vedere il film.

 

Punti di forza:  Dialoghi pungenti; colonna sonora incalzante; regia matura ed attenta 

Punti deboli: Ritmo a tratti calante; la scelta del cast discutibile

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35 thoughts on “THE SOCIAL NETWORK

  1. Grazie per il commento 🙂
    Come hai letto anche a me è piaciuto parecchio e in alcune scene mi ha entusiasmato, mi immaginavo i ragazzi che guardavano il film che appena tornati a casa si mettevano davanti al computer a creare qualcosa di figo. Quei commenti li ho sentiti anch'io, come dici tu, s'erano fatti altra idea 🙂

  2. @duhangst: Grazie!!!

    @pillole: Grazie. In un filmone che è davvero prossimo alla perfezione, purtroppo il cast è la cosa che mi è piaciuta di meno. E dire che Eisenberg non mi è mai dispiaciuto finora.

    @recenso: Grazie a te di essere passato. Quelli che entrambi abbiamo visto erano spettatori poco inclini all'arte, credimi 🙂

  3. Quando ho letto che la sceneggiatura era di Aaron Sorkin, uno dei miei miti personali,  ho deciso che era un film da vedere al di la' del valore aggiunto del regista o della storia.

    Effettivamente vedere in bella evidenza il nome dello sceneggiatore  nel manifesto del film mi ha dato soddisfazione, anche se non penso che contribuisca molto al suo successo di pubblico.

    Cmq stasera vado a vederlo, poi tornero' a commentare.
    Ah a proposito., ben tornato !!!

  4. @4358174: Recuperalo, fidati!

    @kusanagi: Grazie amico!
    Che dire? Confesso il mio peccato: non conoscevo l'esistenza di Sorkin prima di vedere questo film! Tuttavia, quando ho dovuto compilare il questionario che il personale del cinema ci ha dato per giudicare la pellicola di Fincher, alla voce "Maggior pregio" ho segnalato proprio I DIALOGHI!
    In ogni caso aspetto il tuo parere, sperando che sia positivo!

    @Lucio: Ti contatto a breve.

  5. Piacere di conoscere il tuo blog.
    Visto che recensisci, il mio parere concorda con il tuo, come sai ho visto il film, in particolare J.Timberlake sembra solo un tossico  ignorante ed invasato.

  6. @Vagabonda: Benvenuta. Forse Justin non appare come un vero e proprio tossico, ma nella parte in questione proprio non ce lo ritrovo.

    @anonimo: Penso che tu non sia l'unico a cui Timberlake è piaciuto. 😉

    @nicola: Grazie per essere passato. Prima o poi cambierò veste al blog. Prima o poi.

    @Ale55andra: Si, ho letto la tua analisi e so come la pensi. Beh, il protagonista è piaciuto quasi a tutti. Ma tant'è. 🙂

  7. Nessuna problema, anche perche' Sorkin e' famoso piu' per le serie Tv come Sports Night, The West Wing e Studio 60 on the Sunset Strip che per i suoi film.

    Cmq se vuoi gustarti i suoi dialoghi, a parte le serie sopracitate, puoi guardarti La guerra di Charlie Wilson, Il presidente – una storia d'amore, oppure un classico come Codice d'Onore …

  8. D'accordo con te, specialmente su quei puntini sulle I iniziali, quando dici che non è un film su Facebook. Verissimo, la tristezza è che gli spot lo spacciano per tale, così come il suo poster.
    Anche se prima di visionare il film non lo credevo, è evidente che questo lavoro è chiaramente nelle corde di Fincher, bravissimo nei continui passaggi di tempo (quindi concordo con te sulla frase "danzando tra passato e presente").
    Un film che merita le visione e, probabilmente tra le cose migliori di quest'anno.

    un saluto.

  9. Io l'ho trovato molto bello e coinvolgente ed anche il cast l'ho trovato adeguato alle vicende. Resta il fatto che sarà difficile per me trovare un film di David Foncher che possa non esaltarmi!!!
    Ciao, Ale

  10. Si, l'ho visto e non ha affatto deluso le mie aspettative, un ritratto impietoso e tristissimo, che mi ha lasciato una grande tristezza per ill vuoto delle vite di questi ragazzi, miliardari  o no non fa alcuna differenza.

  11. @AlDirektor: Sono d'accordo con te, è sicuramente un buon Fincher.

    @liettaper: Accontentata.

    @daddun: Non amo particolarmente Fincher, ma in questo qui mi ha convinto.

    @kusanagi: Sono contento che ti sia piaciuto.

  12. Anch'io come AlDirektor mi sono dovuto  ricredere. Condivido la tua recensione e le tue interessanti osservazioni. Spero di poterne scrivere qualcosa, perché al momento non riesco bene a definire il film (specialmente in relazione agli altri film di Fincher).

  13. @CineSerialTeam
    @nicola: Grazie per essere passato. Prima o poi cambierò veste al blog. Prima o poi.

    ei ei mi sento chiamata in causa.. 😉

    Io l'ho visto.. ma non mi ha entusiasmato… forse mi son lasciata perdere troppo nei momenti "lenti" che dicevi anche tu. E forse si, ero un po' prevenuta 🙂

  14. A me il film è piaciuto molto, per come è stato strutturato, per l'ottima scenografia e la sapiente mano di David Fincher alla regia.   Per molti questo è il film dell'anno e non ci si allontana molto dalla realtà prevedendo che saranno diverse le nomination per questo "The Social Network".

    Al contrario tuo, ho trovato perfetto il protagonista nel ruolo di NERD incapace di intessere reali rapporti sociali ed al contempo creatore della principale rete di rapporti intersociali del pianeta.

    Fabrizio
    laboratorio di cinema

    PS
    complimenti per il blog

  15. @Anonimo: Allora la pensiamo allo stesso modo.

    @Cinemasema: Aspetto che tu possa scriverne "a mente fredda", e ne parliamo anche da te 😉

    @klaklina: I gusti sono gusti, ma magari una seconda e più attenta visione ti farà ricredere 😉
    Hai un PVT!

    @Fabrizio: Grazie per i complimenti al blog! Riguardo TSN, concordo con te sul fatto che Eisenberg è affine al personaggio del nerd. Il punto è che sembra essere l'unico ruolo che gli assegnino.

  16. non capisco bene la questione delle aspettative sul film! il film è esattamente ciò che mi aspettavo, ovvero un film sulla nascita di FB!
    Tra gli attori però secondo me il migliore è quello nell'allucinante doppio ruolo dei gemelli, trovata folle quanto riuscita!

  17. Pingback: CINEMA 2010/2011 – LA CLASSIFICA: Il podio | Alone in Kyoto

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