Il botteghino continua a sorridere alla sorpresa italiana di Bruno

 

Nessuno mi può Giudicare - Bova e il piccolo Bruno   

 

 

Continua la marcia trionfale di Nessuno mi può giudicare, pellicola di Massimiliano Bruno interpretata dalla coppia Cortellesi/Bova. Molto più dietro, in termini d'incassi, troviamo la prima new entry, Amici, Amanti e.., mentre il remake di Amici miei, scende sul gradino più basso del podio.  
 
Esordio in quarta posizione per il fanta-action Sucker Punch, con  Il rito e  Dylan Dog, che perdono qualche colpo. Tra le altre nuove entrate, ottimo l'esordio di Frozen (altissima la media di € 2547 per sala), scandaloso quello di Sotto il Vestito Niente – L'Ultima Sfilata, soltanto decimo.   

Finiscono fuori dalla top-ten, infine, Street DanceIl Cigno NeroI ragazzi stanno bene e Il discorso del re.

 
   

 

Settimana dal 21/03/2011 al 27/03/2011:

 
 

 

  Nessuno mi può giudicare € 1.518.384
Amici, Amanti e… 691.303
Amici miei – Come tutto ebbe inizio € 559.885
Sucker Punch € 500.938
Rango € 450.595
Dylan Dog – Il film 385.155
Gnomeo & Giulietta 292.443
Il rito 280.889
Frozen € 259.771
10° Sotto il Vestito Niente – L'Ultima Sfilata 258.910

 

  

  

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Arrivano Frozen e Sucker Punch: ci aspetta un weekend da brividi

 

Non lasciarmiUltimo fine settimana di marzo. Tra le nuove uscite troviamo il ritorno del regista di Watchman e 300, un dramma fantascientifico con Keira Knightley e un remake tutto italiano firmato da Vanzina.

 
 
Ma cominciamo con la commedia romantica Amici, amanti e…, diretto dal regista dell'indimenticabile Ghostbusters Ivan Reitman. Le coincidenze originano effetti inaspettati. Questo è quello che deve aver pensato la giovane Emma quando per la terza volta si ritrova sulla propria strada l'aitante Adam. I due si rassegnano, quindi, ad una relazione di solo sesso. Finchè qualcosa cambia le premesse. Nel cast, tra gli altri, Natalie Portman (fresca vincitrice dell'Oscar per Il cigno nero), Ashton Kutcher, Kevin Kline, Greta Gerwig, Ophelia Lovibond e Ben Lawson.

 
Torna Zack Snyder con un viaggio fantastico e pieno di azione. Ambientato nel 1950, Sucker Punch racconta la storia di una ragazza ingiustamente accusata di omicidio della sorella e, di conseguenza, rinchiusa in un istituto psichiatrico. Qui inizia a fantasticare e ad immaginare un'improbabile fuga da un mondo ostile e senza luce. Con Emily Browning, Vanessa Hudgens, Carla Cugino, Jena Malone, Jamie Chung, Abbie Cornish e Oscar Isaac.

 
Questo weekend segna anche l'arrivo nelle sale del thriller delle nevi, Frozen. Diretto da Adam Green, regista di Hatchet, il film racconta la storia di un gruppo di studenti universitari, in gita nel Massachusetts, che si ritrovano a dover fare i conti con un inaspettato inconveniente: si ritrovano, infatti, dimenticati ed infreddoliti su di una seggiovia a cui qualcuno ha tolto la corrente. Con Emma Bell, Kevin Zegers, Shawn Ashmore, Ed Ackerman e Rileah Vanderbilt.

 
Passiamo al cinema italiano con Sotto il vestito niente – L'ultima sfilata, giallo diretto da Carlo Vanzina ispirato all'omonimo lavoro di 25 anni fa. Durante la settimana della moda a Milano, la bellissima modella Alexandra viene investita da un pirata della strada. Sull'accaduto indaga l'ispettore Malerba, un uomo del sud convinto che il caso sia stato tutt'altro che accidentale. Con Francesco Montanari, Vanessa Hessler, Richard E. Grant, Giselda Volodi, Virginie Marsan e Claudine Wilde.

 
Sempre dal nostro Paese arriva il documentario di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, Silvio Forever. Una carellata di immagini, dichiarazioni ad effetto ed interviste incentrate sull'uomo autodefinitosi "Il miglior presidente del consiglio che l'Italia abbia mai avuto".

 
Passiamo ad uno dei titoli più interessanti della settimana, Non lasciarmi di  Mark Romanek. Una badante addetta all'assistenza verso i pazienti in lista per il trapianto d'organi, ricorda il suo passato nel college inglese di Hailsham. L'amore, il tradimento e l'amicizia le si riveleranno nuovamente. Con Carey Mulligan, Andrew Garfield, Keira Knightley, Charlotte Rampling e Sally Hawkins.

 
E concludiamo con il cartone proveniente dalla lontana Russia, Space Dogs 3D di Svyatoslav Ushakov. Storia di due cagnette prelevate da un circo e mandate in missione spaziale all'interno della navicella Sputnik.


 

Ciao Liz, i tuoi occhi viola ci mancheranno

 


R. I. P. :  ELIZABETH ROSEMOND TAYLOR
27 febbraio 1932 – 23 marzo 2011

 
Filmografia essenziale:

– Torna a casa Lassie!

– Piccole donne
– Il padre della sposa
– Quo vadis?
– Il gigante
– L'albero della vita
– La gatta sul tetto che scotta
– Venere in visione
– Chi ha paura di Virginia Woolf?
– Cleopatra
– La bisbetica domata
 

L’accoppiata Bova/Cortellesi rispedisce il Made in Italy in vetta al botteghino

 

Nessuno mi può giudicare 

 

 

Sorprendente esordio per Nessuno mi può giudicare. La pellicola di Massimiliano Bruno fa il pieno di incassi e guadagna la vetta della classifica. Non ce la fa ad imporsi il remake di Amici miei, piazzatosi secondo, mentre sul gradino più basso del podio troviamo il simpaticissimo Rango. 


 
Lascia, quindi, il podio Il rito, mentre l'altro horro debuttante, Dylan Dog,  si sistema in quarta posizione. Da segnalare la partenza non esaltante per Gnomeo e Giulietta e Street Dance, mentre resistono in top-ten Il Cigno Nero e I ragazzi stanno bene.

 

Lasciano la classifica, in un colpo solo, Tutti al mare, Piranha 3D, La vita facileManuale d'amore 3 e The fighter.

 

 
   

 

Settimana dal 14/03/2011 al 20/03/2011:

 
 

 

  Nessuno mi può giudicare € 1.880.240
Amici miei – Come tutto ebbe inizio 1.144.030
Rango € 854.262
Dylan Dog – Il film € 790.282
Il rito € 608.308
Gnomeo & Giulietta 501.574
Street Dance 473.927
Il discorso del Re 292.343
Il cigno nero € 235.766
10° I ragazzi stanno bene 226.638 

 

 

 
 

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Ritorna la brigata di Amici Miei nell’insolita vigilia tricolore

 
Street Dance  
 
 

17 marzo 2011, i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia. Data storica, festa nazionale confermata e major che si sono affrettate subito ad anticipare tutte le uscite previste per venerdì. Largo, dunque, alle otto pellicole che debuttano oggi. 

 
 
Cominciamo con Street Dance 3D, ennesima variante sul tema della danza applicata all'hip-hop. Presso la rinomata accademia Ballet Academy si stanno svolgendo le prove per stabilire chi farà parte del Royal Ballett. Nello stesso tempo, un gruppo di Street-dancer si prepara per la finale dei campionati nazionali del settore. Uno studio in comune farà si che i due mondi convergano. Regia di Max Giwa e Dania Pasquini, con Charlotte Rampling, Nichola Burley, Richard Winsor, Rachel McDowall e Jeremy Sheffield.

 
Questa settimana il Cinema Italiano ha come massimo rappresentante il film di Neri Parenti, Amici Miei – Come tutto ebbe inizio. Torna il mito della supercazzola con questo prequel che richiama ai meno giovani dolci ricordi. Cinque amici, sempre in cerca di burle per rinviare il lento appassire della giovinezza, si ritrovano in una Firenze colpita dalla peste, a prendere in giro chiunque capiti loro sotto tiro. Con Christian De Sica, Michele Placido, Chiara Francini, Paolo Hendel, Massimo Ghini, Massimo Ceccherini, Giorgio Panariello e Pamela Villoresi.

 
Restiamo in ambito italiano per presentare un'altra commedia, Nessuno mi può giudicare (da noi già recensito QUI). Una ricca donna, da poco vedova, deve fare i conti con i debiti lasciati dal defunto marito, finendo per vendere casa e ritrovandosi a vivere in un quartiere alla periferia di Roma. Dovrà iniziare a lavorare per sanare questa difficile situazione. Dirige Massimiliano Bruno, con Raoul Bova, Paola Cortellesi, Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea, Pasquale Lillo Petrolo, Anna Foglietta e Lucia Orcone.

 
Passiamo al tanto atteso e temuto arrivo nelle sale di uno dei personaggi più amati dai cultori dei fumetti. Dylan Dog – Il film (recensione QUI) ci regala un'inedita storia dell'indagatore dell'incubo, alle prese con una guerra tra lupi mannari e vampiri per la conquista di New Orleans. Premessa per tutti: non c'è Groucho, il suo posto è stato preso dal simpatico zombie Marcus. Regia di Kevin Monroe. Nel cast, tra gli altri, Brandon Routh, Kurt Angle, Anita Briem, Peter Stormare, Taye Diggs, Sam Huntington e Randal Reeder.

 
Per i più piccoli (e non solo per loro) esce quest'oggi Gnomeo & Giulietta di Kelly Asbury. Rivisitazione animata della celebre love story shakespeariana incentrata su una coppia di gnomi, appartenenti a due differenti giardini i cui proprietari sono acerrimi rivali nell'ambito del pollice verde.

 
Torniamo al tricolore con Sorelle mai, per la regia di Marco Bellocchio. Sei storie si intersecano a quelle di una famiglia di Bobbio nel corso di un decennio, a cavallo tra gli anni novanta e i duemila. Con Pier Giorgio Bellocchio, Elena Bellocchio, Donatella Finocchiaro, Letizia Bellocchio, Maria Luisa Bellocchio e Gianni Schicchi Gabrieli.

 
Beyond
è un dramma incentrato sulle memorie di una donna che, in occasione della visita alla madre gravemente malata, inizia un viaggio introspettivo volto ad esorcizzare vecchi demoni del passato. Regia di Pernilla August, con Noomi Rapace, Ola Rapace, Tehilla Blad, Ville Virtanen e Outi Mäenpää.


Concludiamo la rassegna con il francese Tournèe di Mathieu Amalric. Il mondo del Burlesque raccontato attraverso la storia di un impresario parigino navigato. Con Mathieu Amalric, Miranda Colclasure, Suzanne Ramsey, Dirty Martini e Julie Atlas Muz.
 
 

DYLAN DOG – IL FILM: La recensione in anteprima

 
"L'incubo dell'Indagatore"
 
 
 

Dylan Dog - Il film: LocandinaMettiamo subito in chiaro una cosa. Qualcosa di evidente e lampante fin dai primi rumors che si sono susseguiti a riguardo (QUI, QUI, QUI e QUI): gli americani non potranno mai realizzare con fedeltà e cura l'universo creato da Tiziano Sclavi. Non ce la possono fare. Hanno una visione dell'intrattenimento troppo marchiana per i fini palati degli appassionati del fumetto.
Fatta questa doverosa premessa (nella quale la metà dei lettori avranno sicuramente deciso di evitare di leggere il resto dell'analisi), cominciamo a parlare di questo film su Dylan Dog.

 
Un trafficante d'opere d'arte viene brutalmente ucciso da una creatura immonda nel suo studio. Al fine di far luce sull'accaduto, sua figlia Elizabeth decide di contattare Dylan Dog, un investigatore privato dal passato burrascoso. La dinamica del caso, però, induce l'uomo a rifiutare inspiegabilmente l'incarico. Un imminente e tragico evento gli farà cambiare idea.

 
Dylan Dog lostPrendete i sobborghi di Londra, Groucho, il maggiolino bianco e l'Ispettore Bloch. L'aria sobria di Dylan, i rempentini cambiamenti di scenari, le atmosfere lovercraftiane, la paura e l'amore. Jenkins, Xabaras, il campanello che urla, il galeone mai completato. Prendete tutti questi elementi e toglieteli da questa pellicola. Quello che resta dell'immane razzìa compiuta dai pessimi sceneggiatori e dai diritti di copyright, rappresenta il mondo di Dylan Dog secondo Kevin Monroe. Il regista canadese, il cui unico precedente lavoro all'attivo era stato il film d'animazione sulle nuove Tartarughe Ninja, ripulisce l'indagatore dell'incubo della sua tipica ironia fumettistica e lo inserisce nel contesto "cool" di una New Orleans tutt'altro che spettrale. Qui i vampiri sono dei modaioli sciupafemmine, gli zombie si mimetizzano (?!) tra la gente e i licantropi fondano società segrete in mattatoi di famiglia.

 
In questo contesto, già di per sè discutibile, trova vita fertile una sceneggiatura imbarazzante ed inconsistente quasi quanto i dialoghi iniziali tra Dylan ed Elizabeth. C'è da dire, infatti, che le uniche scene in cui la pellicola sembra funzionare sono quelle in cui l'ironia la fa da padrona.  Quando tutti sembrano prendersi troppo sul serio, invece, il film e tutto ciò che lo struttura riesce comunque a far ridere, stavolta per la banalità di quanto proposto. Le eccessive spiegazioni poco chiarificatrici e la multitudine di inutili scene riempitive e poco legate tra loro, inoltre, contribuiscono a far precipitare il valore della pellicola.

 
DYD SclaviNemmeno le interpretazioni riescono a distinguersi positivamente in questo lavoro da bocciare quasi in toto. La scelta del cast, soprattutto di Brandon Routh, risulta essere totalmente inaccettabile. Un Dylan Dog tanto inespressivo, poco uomo e tanto ragazzino con canotta e muscoli a supporto, non si era mai visto. Vederlo, poi, combattere in stile "Uomo di gomma" e ritrovarlo integro, senza nemmeno un graffio, è davvero troppo.

 
Insomma, cosa salviamo di questo film su Dylan Dog? Poco, pochissimo. Volendo scavare davvero il fondo del barile troviamo positive le (poche) citazioni al fumetto (il clarinetto, il tributo a Groucho in una foto di carnevale, quello a Sclavi, la Craven Road e qualche esclamazione che, probabilmente, è stata introdotta solo nel nostro doppiaggio) e il mix tra horror e ironia.

 
Per concludere, Dylan Dog – Il film si presenta come il più puro dei prodotti commerciali volto a sfruttare (malamente) il nome di un mito. L'unica cosa che potrebbe rivalutare questo scempio è farne un seguito in cui tutto viene stravolto e spiegato meglio. E, magari, scritto da gente davvero in gamba come gli sceneggiatori del fumetto. 


Punti di forza:  Il mix tra ironia ed horror; le poche citazioni al Mito
 
Punti deboli:
  La totale assenza di personalità di Dylan; la mancata visione fumettistica; i dialoghi imbarazzanti; i combattimenti da supereroi; gli interpreti; il mancato spessore della trama; l'inutilità di alcune sequenze; le pseudo-spiegazioni fuovianti
 

NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE: Recensione in anteprima

 “Il lavoro nobilita la donna”

Nessuno mi può giudicare: PosterCosa succederebbe se una donna ricca e snob finisse catalpultata improvvisamente in un quartiere abitato da extracomunitari e da rozzi coatti? Il soggetto di Nessuno mi può giudicare, tanto semplice quanto inflazionato, è tutto in questo quesito.
Trattato in più di un’occasione con varianti più o meno incisive (Il principe e il povero e Una poltrona per due sono solo due degli esempi da citare), il tema del declino di classe è qui affrontato in chiave ironica attraverso una raffigurazione della società odierna composita da distinti strati che ne diversificano le componenti.

Sullo scenario di una Capitale polietnica, la vita di Alice (Paola Cortellesi) scorre priva di preoccupazioni, tra un ricevimento da organizzare e domestici da richiamare. L’improvvisa morte del marito (Dario Cassini) e la conseguente scoperta di un buco finanziario ai suoi danni lasciano la donna e suo figlio di nove anni (Giovanni Bruno) senza casa e con la necessità di saldare il debito. Armati di poche valigie e tanta disperazione decidono, quindi, di prendere in affitto un “attico” alla periferia di Roma, nel palazzo gestito dal portiere Lionello (Rocco Papaleo) e nei pressi del call-center gestito da Giulio (Raoul Bova).

Il regista Massimiliano Bruno, all’esordio dietro la macchina da presa, porta in scena le tante verità di un’Italia ambigua e subdola in cui i valori di un tempo lasciano spazio alle facili opportunità di un sistema vizioso e sregolato. Pur dotato di un tratto caricaturale tipico della commedia, il film mostra numerosi aspetti del disagio attuale del Bel Paese (e non solo): razzismo ed emarginazione, ma anche sfruttamento del proprio corpo ed appropriamenti indebiti di denaro pubblico, sono gli spunti di riflessione che la pellicola espone dinnanzi allo spettatore tra una battuta e un siparietto sexy.

Buona la prova della Cortellesi, duttile come sempre, mentre risulta meno a suo agio Bova nei panni giovanili del burino dal cuore giallorosso. Completano il cast gli irresistibili Rocco Papaleo e Lillo di Lillo e Greg, Anna Foglietta e Lucia Orcone. Tre i camei regalati: quello di Fausto Leali nelle vesti di sè stesso, di Valerio Mastandrea (è un cliente delle escort), e dello stesso regista.

Malgrado le note positive citate, purtroppo la pellicola non riesce a strappare più della sufficienza. Abbiamo già detto che la storia, pur trattando i temi già elencati, si mantiene su livelli scanzonati ed allegri che non dispiacciono. Ciò che non appare congeniale, invece, è l’eccesso di patetismo in cui finiscono alcune sequenze in cui, oltre a mostrare una bravissima Cortellesi in situazioni drammatiche, poco legano con il contorno umorale del film.
Ad abbassare ulteriormente la media voto è, inoltre, la storia d’amore tra i due protagonisti che sembra essere nient’altro che un clone delle innumerevoli commedie americane in cui due persone, agli antipodi tra loro, finiscono irrimediabilmente insieme ed autori di gesti impensabili (Es. Notte brava a Las Vegas e Amore e altri rimedi).

Per finire, diciamo che Nessuno mi può giudicare è una deliziosa e frizzante commedia di denuncia sui vizi e pregiudizi dei giorni nostri. L’eccessivo buonismo e la trama non orginale, però, ne pregiudica il risultato finale, riducendo il potenziale della pellicola.

 Nessuno mi può giudicare sarà nelle nostre sale da mercolerdì 16 marzo.
 

Punti di forza:  Il ritmo allegro e divertente; la denuncia lanciata alla società odierna; la prova generale degli attori, Papaleo e Cortellesi in primis 

Punti deboli: La poca originalità del soggetto;  l’eccessivo patetismo di certi frangenti