HOLY WATER: La recensione in anteprima

“Il confuso Grande Puffo e l’acqua dei miracoli”

Holy Water PosterNella serata di chiusura del carnevale, nonchè celebrazione dell’universo femminile, ho deciso di puntare sulla visione in anteprima di un titolo poco pretenzioso ma dotato, sulla carta, di un potenziale notevole. Sono finito, quindi, col vedere il britannicoHoly Water.

Per gli abitanti della sonnacchiosa cittadina di Killcoulin’s Leap, nel nord dell’Irlanda, la vita scorre senza sussulti, tra una tazza di the e una liturgia religiosa. Sono pochi i momenti di svago in questo posto privo di banche e, soprattutto, di materia prima femminile. I quattro componenti di un gruppo rock locale, dopo l’ennesimo concerto presenziato esclusivamente da coppie ultrasettantenni, decide di mettere a segno un piano e dare una svolta alle proprie esistenze. Un’intuizione illuminante li induce a rubare un carico di Viagra con lo scopo di esportarlo ad Amsterdam. Ovviamente, non tutto filerà liscio.

Un film come Holy Water trasuda Irlanda in ogni suo aspetto: dal cast agli arredi, dai costumi ai (verdissimi) scenari. Il regista Tom Reeve, produttore televisivo con pochi precedenti in termini direttivi, imprime il marchio britannico alla pellicola, ricoprendola di umorismo controllato e situazioni bizzarre ma, soprattutto, evitando di scadere nel volgare e di inoltrarsi nell’infimo territorio della gag-scenetta frivola tipica dei Cinepanettoni nostrani. Nel caso specifico, tuttavia, questo tipo di ironia si rivela essere meno incisivo di quanto la comicità italiana (e non solo italiana) possa produrre. Il confronto è perso su tutta la linea, complice la mancanza di vivacità creativa degli sceneggiatori che partono da un’idea brillante per poi perdersi in un mare di inutili indecisioni. Tutto ciò che Holy Water offre allo spettatore è nel trailer di 30 secondi offerto dalla Mediterranea. Il resto è solo un contorno ripetitivo e piuttosto prevedibile del soggetto reale.

E dire che il parco-attori ce la mette tutta per tentare di far funzionare il giocattolo. Più o meno conosciuti dal pubblico in sala, John Lynch, Lochlann O’Mearain, Cornelius Clarke e Cian Barry mostrano un’ottima chimica di squadra interpretando i ruoli del pelato grassoccio, del capellone, del giovane di bell’aspetto e del duro. Purtroppo i loro personaggi sono poco approfonditi e questo finisce per disaffezionare ed allontanare l’interesse dello spettatore. Buono, invece, lo sviluppo caricaturale del personaggio dell’Ispettore Hogan (Stanley Townsend), forse l’unica vera perla all’interno della pellicola.

Volendo fare una disamina finale, dico che Holy Water è una commedia mediocre, ottima solo per immergersi nelle atmosfere celtiche. Lo svolgimento approssimativo della trama e le poche idee degli sceneggiatori fanno sì che la storia si annacqui presto nello stesso modo  in cui una pastiglia di Viagra si diluisce in un bicchiere d’acqua. 

 

Holy Water uscirà nelle sale italiane venerdì 11 marzo.

Punti di forza: L’ambientazione irlandese; la buona intesa del gruppo d’attori; pellicola che tratta il tema del sesso senza scadere nella volgarità; la mimica irresistibile dell’Ispettore Hogan


Punti deboli:
L’assoluta assenza di spessore della trama; pochi momenti divertenti; ritmo blando e senza guizzi; poca caratterizzazione dei personaggi

Citazioni:
 
Valgono quanto oro quelle pillole blu

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One thought on “HOLY WATER: La recensione in anteprima

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