Finalmente disponibile il trailer del remake di Ammazzavampiri

 

Ammazzavampiri remake

 
Quella che vedete sopra è la locandina di Fright Night.  Piccola premessa. Agli albori di Alone in Kyoto, ormai ben quattro anni fa, decidemmo di aprire questo blog con una notizia bomba: il remake di Ammazzavampiri, teen horror cult della metà degli anni ottanta, si sarebbe fatto. Allora il progetto era solo allo stato embrionale (addirittura si parlava di un mix tra Ammazzavampiri e Ragazzi Perduti), poi si è definito con la scelta del cast e la sinopsi ufficiale.

Ebbene, a distanza di tanto tempo, Alone in Kyoto è lieta di offrirvi il primo trailer ufficiale di Fright Night, la cui regia è firmata da Craig Gillespie (Lars e una ragazza tutta sua). Nel cast troviamo un pompatissimo Colin Farrell nel ruolo del vampiro Jerry Dandrige (nell'originale del 1985 era interpretato da Chris Sarandon), Anton Yelchin in quello di Charley Brewster e un insolito David Tennant nei panni di Peter Vincent, "Il grande Ammazzavampiri".

Ora non vi resta che augurarvi buona visione e darvi il nostro più caloroso "Benvenuto a ore d'orrore… dal vivo!".

 

http://www.traileraddict.com/emd/39881
  
 
Fright Night sarà distribuito in 3D. L'uscita americana è prevista per il 19 agosto 2011.
 

Buon “Giorno della Marmotta” 2011!

 


Il Giorno della Marmotta - Vignetta 2011  

 
 
Da Ricomincio da capo (QUI):

 

"Oggi due febbraio, alle ore sette e venti e trenta secondi, Punxatawney Phil, il grande indovino, il pronosticatore dei pronosticatori, è emerso riluttante ma allegro a Punxatawney in Pennsylvania. E ha annunciato in marmottese "A essere sincero, ho visto un'ombra. Il che significa altre sei settimane di inverno."

 

Come ogni anno, ormai, questo blog dedica un post alla festa locale di Punxatawney PunxP, in Pennsylvania. In questo giorno, tutta la popolazione si reca in piazza per una serie di celebrazioni che culmina con l'apparizione di Phil, una marmotta il cui compito è quello di predire se la primavera arriverà in anticipo oppure no.

A rendere celebre questa ricorrenza è stata la commedia succitata di Harold Ramis, una delle pellicole entrate a far parte del ristretto club dei lavori da preservare nel tempo (QUI).

Dunque, non ci resta che augurarvi un felice Giorno della Marmotta!

 

 
 
SITO UFFICIALE AL "GIORNO DELLA MARMOTTA":

 

http://www.groundhog.org/

PORTALE DOVE SEGUIRE L'INTERA CERIMONIA IN DIRETTA:
 

http://www.visitpa.com/groundhog-day-live-stream

 

Buon “Giorno della Marmotta” 2010!

 

Il giorno della Marmotta

 

Da Ricomincio da capo (QUI):

 
 
<<
Oggi due febbraio, alle ore sette e venti e trenta secondi, Punxatony Phil, il grande indovino, il pronosticatore dei pronosticatori, è emerso riluttante ma allegro a Punxatony in Pennsylvania. E ha annunciato in marmottese: "A essere sincero, ho visto un’ombra". Il che significa altre sei settimane di inverno.>>

 

 
Se non conoscete ancora questo film, chiedete umilmente perdono e correte a recuperarlo! 

 
 
INFO E SITO UFFICIALE AL "GIORNO DELLA MARMOTTA": 
 

http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Marmotta 
http://www.groundhog.org/

 

   Bookmark and Share

Remember the past: NIGHTMARE – NUOVO INCUBO

Nightmare - Nuovo Incubo: Il posterA dieci anni dall’uscita nelle sale del primo capitolo incentrato sui sanguinari delitti dello spauracchio, Freddy Krueger, il suo creatore Wes Craven decise che era ora di tornare a sfornare un’innovazione in grado di stravolgere i tipici canoni dell’horror.
Al regista non era piaciuto il modo di concepire il suo personaggio da parte delle direzioni successive alla sua: un Freddy che era diventato un clown capace di giocare ai videogiochi, trasformarsi in un supereroe e volare su una scopa come le streghe era insostenibile. Bisognava, quindi, partorire una storia che fosse originale, che si dissociasse dai capitoli precedenti e che, nello stesso tempo, riconducesse alle atmosfere e allo spirito del capostipite della saga.


Nightmare – Nuovo incubo (Wes Craven’s New Nightmare) inizia mostrandoci un set cinematografico in cui si sta girando un horror. Dietro le quinte si scorge una figura molto familiare ai fans della serie, quella di Heather Langenkamp, l’attrice che interpretò Nancy in Nightmare – Dal profondo della notte. Questo settimo capitolo della storia mostra la pseudo-realtà della donna in un esperimento di metacinema in cui tutte le figure sono chiamate ad interpretare sè stesse.
Heather, dunque, dopo il successo ottenuto dalla partecipazione al primo e terzo capitolo del franchise, si è sposata con un tecnico di effetti speciali da cui ha avuto un bambino, Dylan. Quest’ultimo, però, soffre di una strana forma di schizofrenia infantile che si manifesta con episodi di sonnambulismo e con comportamenti sconsiderati. La donna, inoltre, è tormentata dalle continue scosse di terremoto che minano il suo sonno e, soprattutto, da strane telefonate in cui continuano a minacciarla ed a rievocare la figura del mostro di Springwood.

Freddy saluta il pubblicoCon Nightmare – Nuovo Incubo, Wes Craven dà vita ad un intelligente stravolgimento della storia fino a quel momento narrata, prendendo le distanze dal modesto epilogo narrato dal capitolo precedente e mostrandoci una nuova teoria sul male. In questo film Freddy non è più un mostro dei sogni dalla frase ad effetto e l’ambiguità sessuale, bensì un soggetto privo di ironia e senza alcuna relazione con la natura umana. E’, in pratica, la rappresentazione più oscura del male incarnata nel personaggio di una serie horror di successo. Secondo quanto spiegato dallo stesso Craven in una sequenza del film, infatti, “un’entità malefica resta intrappolata nella storia finchè la storia viene portata avanti. Ma quando si arriva alla conclusione, il male viene liberato”. Sarà quindi necessario scritturare un nuovo episodio per far si che quest’entità possa essere distrutta totalmente. Tra atmosfere gotiche e autocitazioni, rivediamo molti volti che hanno lavorato al primo Nightmare: dallo stesso Craven a John Saxon (interpretava il padre di Nancy), dai produttori della New Line, Sara Risher e Robert Shaye fino ad arrivare al grandissimo Robert Englund, l’attore che, da sempre, ha interpretato la figura di Freddy.

Heather e Dylan

Un nuovo Uomo Nero. Freddy Krueger “versione 1.7” è molto diverso da quello che abbiamo imparato a conoscere lungo l’arco della saga. Adesso il suo maglione è più scuro ed è avvolto da un impermeabile che rende la sua figura maggiormente sinistra. Anche il guanto, che prende spunto da quello raffigurato sulle prime locandine della saga, presenta numerose novità, come quella dei coltelli che spuntano dalle dita scheletriche del mostro. Un restyling doveroso per una concezione del mostro totalmente differente dal passato.

Tra gli elementi ricorrenti di Nightmare – Nuovo incubo ritroviamo la filastrocca, la cui parte finale viene menzionata di continuo dal piccolo Dylan, ed una variante del tema principale riproposto sui titoli di coda del film.


Scene cult
. Due le sequenze degne di nota di questo settimo capitolo: l’ospitata di Robert Englud in un talk show (scena in cui si vede l’uomo, nei panni di Freddy, familiarizzare con il pubblico in sala) e l’uccisione della babysitter Julie, trascinata sul soffitto della stanza di un ospedale e brutalmente torturata.

Per concludere, Nightmare – Nuovo incubo è un eccellente omaggio che il creatore della saga ha voluto concedersi, ammiccando ai fans e accontentando tutti coloro che hanno sempre pensato che il primo capitolo sia stato quello più riuscito.

 

Curiosità:

  • Tantissime le auto-citazioni presenti nel film, e che si rifanno al leggendario primo capitolo: la mano di Freddy che spunta tra le gambe; la cornetta del telefono che si trasforma in una lingua disgustosa; l’improvviso cambiamento di colore dei capelli di Heather/Nancy; Freddy che prova ad uscire dal letto; i gradini della scala in cui sprofondano i passi di Nancy; le braccia del mostro che si allungano.
  • Il tono di voce di Freddy, nel doppiaggio italiano, è a metà tra quello cupo degli esordi e quello gracchiante degli ultimi capitoli.

 Citazioni:

“Hey Dylan, hai mai scuoiato un gatto?” 
 
“Ora ti mangio!”

Articoli correlati:

 – Nightmare – Dal profondo della notte
– Nightmare 2 – La rivincita
– Nightmare 3 – I guerrieri del sogno
– Nightmare 4 – Il non risveglio
– Nightmare 5 – Il mito
– Nightmare 6 – La fine
– Nightmare

Remember the past: NIGHTMARE 6 – LA FINE

“Conosci la paura di chi si addormenta? E’ terrorizzato a morte, perchè la terra gli frana sotto i piedi e il sogno comincia…”

Nightmare 6 - La fine: Il PosterSpringwood, Ohio. Il cartello di benvenuto recita “Un posto incantevole dove vivere”. Qui John, ultimo adolescente sopravvissuto,  è in preda a continue amnesie, unite ad incubi ricorrenti in cui tenta di sfuggire alla morte. La morte, nello specifico, risponde al nome del’uomo dal guanto artigliato, l’ormai leggendario Freddy Krueger.
In seguito all’ennesimo risveglio dall’incubo, ed alla conseguente perdita di memoria, John viene accolto nel centro d’assistenza di un riformatorio, dove la psicologa Maggie cerca di scoprire di più sul suo oscuro passato. A far compagnia al ragazzo, un gruppo di giovani emarginati, con problemi di natura sociale. La fuga dall’edificio dei ragazzi, unita alla voglia della psicologa di risolvere il caso di John, riporta tutta la banda in quel di Springwood, dove John si convincerà di essere nientemeno che il discendente dell’Uomo Nero.

Vi ricordate di Alice e del piccolo Jacob, gli unici sopravvissuti del precedente capitolo? E avete presente la figura rilevante di Amanda Krueger, la madre di Freddy? Bene. Dimenticatevi di tutto ciò, perchè in Nightmare 6 – La fine (Freddy’s Dead: The Final Nightmare) sono del tutto assenti i riferimenti ai personaggi precedenti (peculiarità che, Nightmare 2 a parte, aveva caratterizzato la struttura della serie). La regista e sceneggiatrice Rachel Talalay, già produttrice del terzo e quarto capitolo, nonchè assistente di Wes Craven, opta per un deciso taglio narrativo, tralasciando tutti i punti di legame con il passato della storia. Ma c’è di più. La Talalay propone una trama così superficiale e confusa da destare uno sgradevole senso di deja-vu in relazione a quanto proposto in passato.

Le caratteristiche dei personaggi, ad esempio, sono tutti riconducibili alle precedenti vittime di Freddy: Carlos è sordo, menomazione che lo ricollega al Joey di Nightmare 3 (in quel caso l’handicap era il mutismo). Tracey ha un forte interesse per le arti marziali, ed ostenta la sua passione esattamente come Rick in Nightmare 4. Spencer, infine, ricorda molto Mark, fumettista in Nighmtare 5. Il festival delle scopiazzature continua con la scena in cui i tre ragazzi, a bordo di un furgone, si trovano a girare in tondo per le strade di Springwood. La stessa identica situazione era capitata nell’incubo di Dan ed Alice in Nightmare 4.

Welcome to Springwood L’uomo nero. La storia non spiega il modo in cui Freddy è “resuscitato” dopo l’ultima recente dipartita. Freddy Krueger è vivo e si diverte a spaventare  l’ultimo superstite della strage di Springwood. Tuttavia, dell’Uomo nero che spaventava Tina, Nancy e Kristen non è rimasto granchè. Krueger è diventato un assassino dalla mimica di un clown. La sua voce non spaventa più, i richiami alla simbologia ambigua e alla sessualità, che tanto avevano caratterizzato questo personaggio in passato,  sono del tutto assenti, ed anche le trasformazioni del mostro non fanno altro che divertire lo spettatore. Le sequenze di Freddy vestito da strega in stile Margaret Hamilton ne Il mago di Oz, o di Freddy conducente di autobus, con tanto di beretto, sono soltanto due dei tanti momenti del film in cui la trama assume contorni sempre più comici.

Rivelazioni ed elementi di distinzione. Nightmare 6 è una sorta di visita guidata, un tour in quei luoghi ed attraverso quegli eventi che hanno contribuito ad accrescere l’ira del killer degli anni ottanta. Ci vengono mostrato in successione, quindi, la sua infanzia malsana, gli anni legati ai soprusi del patrigno e quelli relativi al periodo in cui Freddy era sposato, fino ad arrivare al noto episodio che vede l’assassino bruciato vivo dai genitori delle vittime di Springwood.
Ciò che viene rivelato in questo capitolo è l’incontro di Freddy con i Demoni dei sogni, i quali gli promettono l’immortalità in cambio di una lunga ed inesauribile scia di sangue. Tra gli elementi di distinzione di Nightmare 6, invece, ricordiamo soprattutto la capacità del mostro di cancellare completamente l’identità e il ricordo delle sue vittime nel mondo reale. Inoltre, in alcuni frangenti della storia si evidenzia la difficoltà di risveglio da parte dei ragazzi.

Freddy l'autistaGli elementi ricorrenti di questo capitolo sono la presenza della mitica abitazione (il 1428 di Elm Street) e dell’indimenticabile tema musicale principale (qui in una versione leggermente modificata). La filastrocca, invece, è ricordata attraverso dei messaggi scritti che la protagonista trova durante la sua visita a Springwood.

 

Le scene cult. Tra le scene da ricordare di questo sesto capitolo, segnaliamo il monologo di Freddy che ci illustra i tentativi passati di mettere fine alla sua sete di sangue, e la sequenza dell’uccisione di Carlos, a cui viene prima tagliato l’orecchio e poi portato ad impazzire, fino a fargli scoppiare la testa. 

Il finale. All’epoca dell’uscita nelle sale cinematografiche,  gli ultimi quindici minuti di Nightmare 6 vennero proiettati in 3D. Il che significa che buona parte della trama legata alle scene finali risenta della scelta e venga ulteriormente limitata da obblighi strutturali. Freddy Krueger esce di scena nel momento in cui si decide di trascinarlo nel mondo reale (anche se c’è da dire, in questo mare di confusione, che la stessa trovata era stata sfruttata già in qualche capitolo precedente). Il suo stesso guanto funge da fendente mortale, mentre la dinamite provoca la sua esplosione in migliaia di pezzi incandescenti.

Per finire, Nightmare 6 – La fine è una delle scelte più infelici di tutto il cinema horror. Il paragone col primo capitolo è improponibile e quasi imbarazzante, tanto che si fa fatica a credere che facciano parte della stessa saga.  Quello che doveva segnare l’epilogo della saga finisce con l’essere il capitolo più debole di tutti.

Freddy's Game

Curiosità: 

  • Il film presenta due cameo illustri: quello del cantante Alice Cooper (nei panni del patrigno di Freddy) e quello di Johnny Depp, già protagonista in Nightmare – Dal profondo della notte.
  • I titoli di coda sono una sorta di raccolta delle sequenze più spettacolari dell’intera serie.

Citazioni:

 “Non lo sai che è vietato urlare al conducente?”

 “Solo il mio è il vero kung-fu, puttana!”

Sarà pure il tuo sogno, ma le regole le detto io!”

“Ogni città ha la sua Elm Street!”

Articoli correlati:

 – Nightmare – Dal profondo della notte
– Nightmare 2 – La rivincita
– Nightmare 3 – I guerrieri del sogno
– Nightmare 4 – Il non risveglio
– Nightmare 5 – Il mito
– Nightmare – Nuovo Incubo
– Nightmare

Remember the past: NIGHTMARE 5 – IL MITO

Nightmare 5 - Il Mito: Il PosterSiamo nel 1989, alla fine di uno dei decenni più floridi per il cinema horror, e la New Line decide di portare sul grande schermo il quinto capitolo dell’ avvincente saga su Freddy Krueger: Nightmare 5 – Il mito (A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child).

Uno sguardo al capitolo precedente. Il quarto tassello della storia che vede protagonista il mostro dei sogni si era concluso con la battaglia finale tra Alice e Freddy all’interno di una Chiesa. Nightmare 5 riparte dal termine di quello scontro, proponendo un’importante evoluzione nella vita della nostra eroina e del suo ragazzo Dan (unici due sopravvissuti, insieme al padre di Alice). La protagonista, infatti, ha completamente messo da parte i poteri mostrati sul finale del quarto episodio e si appresta a portare avanti una gravidanza. I problemi iniziano quando Alice conosce Jacob, un bambino dall’aria fin troppo familiare…

E' un bel maschietto!Rivelazioni e approfondimenti. Il film si sviluppa attraverso il parallelismo tra l’evento segnato dalla dolce attesa di Alice e quello relativo alla genesi di Freddy Krueger. Largo spazio, in tal senso, viene concesso alla figura della madre del mostro, Amanda Krueger. Ci viene mostrata, attraverso un sogno di Alice, la violenza subita dalla donna, rinchiusa all’interno di un’ala del manicomio in cui lavorava e stuprata brutalmente da un centinaio di pazzi. E’ proprio in seguito ad uno di questi incubi che Freddy “rinasce”, in un susseguirsi di sequenze in cui si alternano, dopo il già citato avventimento dello stupro, il momento del parto del mostro e quello della resurrezione dalle polveri della Chiesa sconsacrata (teatro del finale di Nightmare 4). Questa parte dello script suona parecchio forzata rispetto a quelli che erano i canoni tipici dei collegamenti presenti tra i precedenti capitoli della saga.
Ci viene rivelato, inoltre, il  destino di Amanda: dall’ atto estremo susseguente il processo subito da Fred, fino al racconto relativo al mancato ritrovamento del suo corpo.

Gli elementi che distinguono Nightmare 5 dal resto della saga sono da ritrovarsi nella nuova tecnica utilizzata da Freddy per insinuarsi nei sogni delle sue potenziali vittime. Non basta più essere svegli per sfuggire all’Uomo Nero. Stavolta il mostro riesce a compiere i suoi omicidi sfruttando i sogni del bambino che Alice porta in grembo (probabilmente il bimbo ha ereditato dalla madre il potere di trascinare le persone nel sogno).
Inoltre, il make-up di Freddy mostra delle bruciature meno evidenti, quasi a chiazze, quasi a voler assecondare, anche nelle sembianze, l’indole esageratamente ironica che il mostro ha assunto in questo capitolo.

Tra i fattori ricorrenti in Nightmare 5 c’è da segnalare l’onnipresente variante della famosa filastrocca e la presenza dell’ormai leggendaria abitazione di Elm Street (perfetta nella sua fatiscenza pluriennale).

Nightmare 5: Personaggi poco incisiviPersonaggi anonimi. Ciò che viene ricordato di Nightmare 5 è soprattutto un parco-personaggi meno ricco dei precedenti. Mentre la saga, in passato, si era distinta per originalità di idee, questa volta l’attenzione si sposta definitivamente sul Freddy “beniamino del pubblico”, tanto che l’aspirante modella, la nuotatrice amatoriale e il fumettista diventano poco più che volti senz’anima, nel contesto fantasy della pellicola.

Scene cult. I momenti memorabili di questo mediocre capitolo sono quelli relativi agli omicidi di Dan (torcia umana fusa agli ingranaggi di una moto in corsa), di Greta (rimpinzata da Freddy con la sua stessa carne) e di Mark (spazzato via da un Freddy in versione Supereroe).

Finale piuttosto deludente, che vede Freddy nutrire Jacob con le anime delle sue vittime e il successivo ritorno di Amanda, pronta a riprendersi il suo “odiato” figliolo.

Per concludere, Nightmare 5 – Il mito è uno dei capitoli meno riusciti della saga. La mediocrità della sceneggiatura è un importante campanello d’allarme  in merito la stanchezza della storia e, probabilmente, della mente dei suoi creatori.

Nightmare 5: The Dream Child

Curiosità:

  • Fugaci apparizioni. Nel film è presente un cameo di Robert Englund nei panni di uno dei pazzi del manicomio. Questa è la seconda apparizione dell’attore in veste “umana” (senza il particolare trucco da Freddy),  dopo quella dell’autista mostrata in Nightmare 2.
  • Censura. Nella versione americana del film (ed in tutte quelle in dvd ) sono state tagliate diverse scene. Due di queste sono quelle relative agli omicidi di Dan e Greta. Curiosamente, le scene erano integralmente presenti nella VHS italiana, prodotta da Penta Video.

Citazioni:

 “E’un bel maschietto”

“Devastante come la bomba atomica. Indistruttibile come l’acciaio. Io sono… Super Freddy! Non li ho mai sopportati i fumetti, tutte stronzate!”

Articoli correlati:

 – Nightmare – Dal profondo della notte
Nightmare 2 – La rivincita
Nightmare 3 – I guerrieri del sogno
Nightmare 4 – Il non risveglio
Nightmare 6 – La fine
Nightmare – Nuovo incubo

 

 

THE WRESTLER

The WrestlerC’è un mondo, non distante da quello che siamo abituati a percepire e a vivere, in cui conta esclusivamente l’immagine di facciata. Un mondo dove non ha importanza quanto sia sporco il parabrezza della tua auto, o dove sei stato costretto a dormire la scorsa notte. Dove a nessuno interessa quello che senti dentro e quello che stai cercando da una vita intera. In questo mondo artefatto conta soltanto il personaggio che interpreti sul quadrato, al centro di un’arena piena di tifosi in festa. E più sei bravo e credibile, più sali in alto, verso l’Olimpo della gloria dello showbiz. Paradossalmente, però, il successo origina in te un meccanismo a spirale che ti catapulta verso il basso, intrappolato nel personaggio che porta ad annullarti in nome di una disciplina spettacolare, e che finisce per lasciarti solo. Questo è il mondo di un wrestler.

Randy "The Ram" Robinson è un lottatore, molto conosciuto negli anni ottanta, che adesso sopravvive esibendosi in piccole arene di periferia, sfruttando quel passato glorioso che i fans dimostrano di non aver mai dimenticato. Lo spirito nostalgico e la  semplicità d’animo hanno fatto in modo che il suo stile di vita restasse immutato nel tempo, e questo lo rende del tutto inadeguato al contesto egoista che lo circonda. I gruppi rock degli anni ottanta non ci sono più e la console Nintendo ad 8 bit è ormai superata da un pezzo. Nemmeno l’amore è più lo stesso, come dimostra il comportamento di Cassidy, suo faro-guida, che gli nega la naturalezza di un rapporto più confidenziale e gli fa notare come lui sia, per lei, soltanto un cliente. Il mondo, insomma, non gira come Randy vorrebbe. E sebbene lui provi più volte a cambiare ed adattarsi alle situazioni, i suoi tentativi di raggiungere la felicità falliscono miseramente.

Il ruolo di anti-eroe solo e frustrato si dimostra perfetto per un Mickey Rourke, nell’occasione, particolarmente ispirato. Il suo volto segnato, che trasuda dolore, evidenzia come quest’uomo abbia avuto un passato per certi versi simile a quello del protagonista. Anche Rourke, come Randy, prova a rialzarsi dopo le delusioni e le difficoltà della vita che hanno provato a mandarlo al tappeto. Una prova magistrale, dunque, che rilancia l’attore dopo un periodo buio e che ha il sapore della rivincita personale.
Restando in tema di recitazione, il film ci offre anche il sorriso meraviglioso e raggiante di Marisa Tomei, qui nei panni della spogliarellista Cassidy, compagna volubile di Randy e donna del desiderio di quella parte della società fatta di sconfitti e falliti.

Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The Fountain) ci mostra un lavoro che richiama continuamente le atmosfere elettrizzanti degli anni ottanta. Il regista si avvale, fin dai titoli di testa, di brani rock molto forti in stile vintage che hanno soprattutto una valenza nostalgica. Nostalgia di un’epoca lontanissima ribadita anche dai secchi colpi di tosse di Randy, subito dopo la carellata di vecchi articoli di giornale, e che mettono in chiaro immediatamente come la realtà di un atleta sia ben diversa da quella vissuta sotto i riflettori della scena. Girato a metà tra documentario e denuncia sociale, Aronofsky ha il merito di approfondire, senza esagerare, le molteplici sfaccettature di questo mondo, mostrando l’organizzazione di una struttura che va aldilà di quello che viene mostrato sul ring. Superlativo, in tal senso, il segmento che mostra le fasi di un match con regole estreme, intervallate dalle conseguenze che gli spot provocano ai wrestler coinvolti.
Unica pecca stilistica viene rilevata nell’utilizzo piuttosto snervante della telecamera da spalla, con una smisurata dose di frenesia che rischia di ridimensionare un lavoro che di punti positivi ne ha davvero tanti. 

The Wrestler è un film genuino e sincero sul cammino di un uomo che ha fatto dell’onore e del rispetto verso il proprio pubblico il suo "Credo di vita". Un ritratto malinconico basato sul dolore fisico ed emotivo di un uomo solo che piange e si dispera ma che, fino alla fine, vive per quel veleno, per quell’unica magia che gli riesce bene. E quando Il Boss inizia a cantare, sui titoli di coda, ciò che resta negli occhi è quell’immagine: Randy  "The Ram" che si appresta a volare nella leggenda. Per sempre.

 
Citazioni:

"Li senti? E’ questo il mio mondo… Devo andare."