Finalmente disponibile il trailer del remake di Ammazzavampiri

 

Ammazzavampiri remake

 
Quella che vedete sopra è la locandina di Fright Night.  Piccola premessa. Agli albori di Alone in Kyoto, ormai ben quattro anni fa, decidemmo di aprire questo blog con una notizia bomba: il remake di Ammazzavampiri, teen horror cult della metà degli anni ottanta, si sarebbe fatto. Allora il progetto era solo allo stato embrionale (addirittura si parlava di un mix tra Ammazzavampiri e Ragazzi Perduti), poi si è definito con la scelta del cast e la sinopsi ufficiale.

Ebbene, a distanza di tanto tempo, Alone in Kyoto è lieta di offrirvi il primo trailer ufficiale di Fright Night, la cui regia è firmata da Craig Gillespie (Lars e una ragazza tutta sua). Nel cast troviamo un pompatissimo Colin Farrell nel ruolo del vampiro Jerry Dandrige (nell'originale del 1985 era interpretato da Chris Sarandon), Anton Yelchin in quello di Charley Brewster e un insolito David Tennant nei panni di Peter Vincent, "Il grande Ammazzavampiri".

Ora non vi resta che augurarvi buona visione e darvi il nostro più caloroso "Benvenuto a ore d'orrore… dal vivo!".

 

http://www.traileraddict.com/emd/39881
  
 
Fright Night sarà distribuito in 3D. L'uscita americana è prevista per il 19 agosto 2011.
 

Remember the past: NIGHTMARE – NUOVO INCUBO

Nightmare - Nuovo Incubo: Il posterA dieci anni dall’uscita nelle sale del primo capitolo incentrato sui sanguinari delitti dello spauracchio, Freddy Krueger, il suo creatore Wes Craven decise che era ora di tornare a sfornare un’innovazione in grado di stravolgere i tipici canoni dell’horror.
Al regista non era piaciuto il modo di concepire il suo personaggio da parte delle direzioni successive alla sua: un Freddy che era diventato un clown capace di giocare ai videogiochi, trasformarsi in un supereroe e volare su una scopa come le streghe era insostenibile. Bisognava, quindi, partorire una storia che fosse originale, che si dissociasse dai capitoli precedenti e che, nello stesso tempo, riconducesse alle atmosfere e allo spirito del capostipite della saga.


Nightmare – Nuovo incubo (Wes Craven’s New Nightmare) inizia mostrandoci un set cinematografico in cui si sta girando un horror. Dietro le quinte si scorge una figura molto familiare ai fans della serie, quella di Heather Langenkamp, l’attrice che interpretò Nancy in Nightmare – Dal profondo della notte. Questo settimo capitolo della storia mostra la pseudo-realtà della donna in un esperimento di metacinema in cui tutte le figure sono chiamate ad interpretare sè stesse.
Heather, dunque, dopo il successo ottenuto dalla partecipazione al primo e terzo capitolo del franchise, si è sposata con un tecnico di effetti speciali da cui ha avuto un bambino, Dylan. Quest’ultimo, però, soffre di una strana forma di schizofrenia infantile che si manifesta con episodi di sonnambulismo e con comportamenti sconsiderati. La donna, inoltre, è tormentata dalle continue scosse di terremoto che minano il suo sonno e, soprattutto, da strane telefonate in cui continuano a minacciarla ed a rievocare la figura del mostro di Springwood.

Freddy saluta il pubblicoCon Nightmare – Nuovo Incubo, Wes Craven dà vita ad un intelligente stravolgimento della storia fino a quel momento narrata, prendendo le distanze dal modesto epilogo narrato dal capitolo precedente e mostrandoci una nuova teoria sul male. In questo film Freddy non è più un mostro dei sogni dalla frase ad effetto e l’ambiguità sessuale, bensì un soggetto privo di ironia e senza alcuna relazione con la natura umana. E’, in pratica, la rappresentazione più oscura del male incarnata nel personaggio di una serie horror di successo. Secondo quanto spiegato dallo stesso Craven in una sequenza del film, infatti, “un’entità malefica resta intrappolata nella storia finchè la storia viene portata avanti. Ma quando si arriva alla conclusione, il male viene liberato”. Sarà quindi necessario scritturare un nuovo episodio per far si che quest’entità possa essere distrutta totalmente. Tra atmosfere gotiche e autocitazioni, rivediamo molti volti che hanno lavorato al primo Nightmare: dallo stesso Craven a John Saxon (interpretava il padre di Nancy), dai produttori della New Line, Sara Risher e Robert Shaye fino ad arrivare al grandissimo Robert Englund, l’attore che, da sempre, ha interpretato la figura di Freddy.

Heather e Dylan

Un nuovo Uomo Nero. Freddy Krueger “versione 1.7” è molto diverso da quello che abbiamo imparato a conoscere lungo l’arco della saga. Adesso il suo maglione è più scuro ed è avvolto da un impermeabile che rende la sua figura maggiormente sinistra. Anche il guanto, che prende spunto da quello raffigurato sulle prime locandine della saga, presenta numerose novità, come quella dei coltelli che spuntano dalle dita scheletriche del mostro. Un restyling doveroso per una concezione del mostro totalmente differente dal passato.

Tra gli elementi ricorrenti di Nightmare – Nuovo incubo ritroviamo la filastrocca, la cui parte finale viene menzionata di continuo dal piccolo Dylan, ed una variante del tema principale riproposto sui titoli di coda del film.


Scene cult
. Due le sequenze degne di nota di questo settimo capitolo: l’ospitata di Robert Englud in un talk show (scena in cui si vede l’uomo, nei panni di Freddy, familiarizzare con il pubblico in sala) e l’uccisione della babysitter Julie, trascinata sul soffitto della stanza di un ospedale e brutalmente torturata.

Per concludere, Nightmare – Nuovo incubo è un eccellente omaggio che il creatore della saga ha voluto concedersi, ammiccando ai fans e accontentando tutti coloro che hanno sempre pensato che il primo capitolo sia stato quello più riuscito.

 

Curiosità:

  • Tantissime le auto-citazioni presenti nel film, e che si rifanno al leggendario primo capitolo: la mano di Freddy che spunta tra le gambe; la cornetta del telefono che si trasforma in una lingua disgustosa; l’improvviso cambiamento di colore dei capelli di Heather/Nancy; Freddy che prova ad uscire dal letto; i gradini della scala in cui sprofondano i passi di Nancy; le braccia del mostro che si allungano.
  • Il tono di voce di Freddy, nel doppiaggio italiano, è a metà tra quello cupo degli esordi e quello gracchiante degli ultimi capitoli.

 Citazioni:

“Hey Dylan, hai mai scuoiato un gatto?” 
 
“Ora ti mangio!”

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– Nightmare

Remember the past: NIGHTMARE 6 – LA FINE

“Conosci la paura di chi si addormenta? E’ terrorizzato a morte, perchè la terra gli frana sotto i piedi e il sogno comincia…”

Nightmare 6 - La fine: Il PosterSpringwood, Ohio. Il cartello di benvenuto recita “Un posto incantevole dove vivere”. Qui John, ultimo adolescente sopravvissuto,  è in preda a continue amnesie, unite ad incubi ricorrenti in cui tenta di sfuggire alla morte. La morte, nello specifico, risponde al nome del’uomo dal guanto artigliato, l’ormai leggendario Freddy Krueger.
In seguito all’ennesimo risveglio dall’incubo, ed alla conseguente perdita di memoria, John viene accolto nel centro d’assistenza di un riformatorio, dove la psicologa Maggie cerca di scoprire di più sul suo oscuro passato. A far compagnia al ragazzo, un gruppo di giovani emarginati, con problemi di natura sociale. La fuga dall’edificio dei ragazzi, unita alla voglia della psicologa di risolvere il caso di John, riporta tutta la banda in quel di Springwood, dove John si convincerà di essere nientemeno che il discendente dell’Uomo Nero.

Vi ricordate di Alice e del piccolo Jacob, gli unici sopravvissuti del precedente capitolo? E avete presente la figura rilevante di Amanda Krueger, la madre di Freddy? Bene. Dimenticatevi di tutto ciò, perchè in Nightmare 6 – La fine (Freddy’s Dead: The Final Nightmare) sono del tutto assenti i riferimenti ai personaggi precedenti (peculiarità che, Nightmare 2 a parte, aveva caratterizzato la struttura della serie). La regista e sceneggiatrice Rachel Talalay, già produttrice del terzo e quarto capitolo, nonchè assistente di Wes Craven, opta per un deciso taglio narrativo, tralasciando tutti i punti di legame con il passato della storia. Ma c’è di più. La Talalay propone una trama così superficiale e confusa da destare uno sgradevole senso di deja-vu in relazione a quanto proposto in passato.

Le caratteristiche dei personaggi, ad esempio, sono tutti riconducibili alle precedenti vittime di Freddy: Carlos è sordo, menomazione che lo ricollega al Joey di Nightmare 3 (in quel caso l’handicap era il mutismo). Tracey ha un forte interesse per le arti marziali, ed ostenta la sua passione esattamente come Rick in Nightmare 4. Spencer, infine, ricorda molto Mark, fumettista in Nighmtare 5. Il festival delle scopiazzature continua con la scena in cui i tre ragazzi, a bordo di un furgone, si trovano a girare in tondo per le strade di Springwood. La stessa identica situazione era capitata nell’incubo di Dan ed Alice in Nightmare 4.

Welcome to Springwood L’uomo nero. La storia non spiega il modo in cui Freddy è “resuscitato” dopo l’ultima recente dipartita. Freddy Krueger è vivo e si diverte a spaventare  l’ultimo superstite della strage di Springwood. Tuttavia, dell’Uomo nero che spaventava Tina, Nancy e Kristen non è rimasto granchè. Krueger è diventato un assassino dalla mimica di un clown. La sua voce non spaventa più, i richiami alla simbologia ambigua e alla sessualità, che tanto avevano caratterizzato questo personaggio in passato,  sono del tutto assenti, ed anche le trasformazioni del mostro non fanno altro che divertire lo spettatore. Le sequenze di Freddy vestito da strega in stile Margaret Hamilton ne Il mago di Oz, o di Freddy conducente di autobus, con tanto di beretto, sono soltanto due dei tanti momenti del film in cui la trama assume contorni sempre più comici.

Rivelazioni ed elementi di distinzione. Nightmare 6 è una sorta di visita guidata, un tour in quei luoghi ed attraverso quegli eventi che hanno contribuito ad accrescere l’ira del killer degli anni ottanta. Ci vengono mostrato in successione, quindi, la sua infanzia malsana, gli anni legati ai soprusi del patrigno e quelli relativi al periodo in cui Freddy era sposato, fino ad arrivare al noto episodio che vede l’assassino bruciato vivo dai genitori delle vittime di Springwood.
Ciò che viene rivelato in questo capitolo è l’incontro di Freddy con i Demoni dei sogni, i quali gli promettono l’immortalità in cambio di una lunga ed inesauribile scia di sangue. Tra gli elementi di distinzione di Nightmare 6, invece, ricordiamo soprattutto la capacità del mostro di cancellare completamente l’identità e il ricordo delle sue vittime nel mondo reale. Inoltre, in alcuni frangenti della storia si evidenzia la difficoltà di risveglio da parte dei ragazzi.

Freddy l'autistaGli elementi ricorrenti di questo capitolo sono la presenza della mitica abitazione (il 1428 di Elm Street) e dell’indimenticabile tema musicale principale (qui in una versione leggermente modificata). La filastrocca, invece, è ricordata attraverso dei messaggi scritti che la protagonista trova durante la sua visita a Springwood.

 

Le scene cult. Tra le scene da ricordare di questo sesto capitolo, segnaliamo il monologo di Freddy che ci illustra i tentativi passati di mettere fine alla sua sete di sangue, e la sequenza dell’uccisione di Carlos, a cui viene prima tagliato l’orecchio e poi portato ad impazzire, fino a fargli scoppiare la testa. 

Il finale. All’epoca dell’uscita nelle sale cinematografiche,  gli ultimi quindici minuti di Nightmare 6 vennero proiettati in 3D. Il che significa che buona parte della trama legata alle scene finali risenta della scelta e venga ulteriormente limitata da obblighi strutturali. Freddy Krueger esce di scena nel momento in cui si decide di trascinarlo nel mondo reale (anche se c’è da dire, in questo mare di confusione, che la stessa trovata era stata sfruttata già in qualche capitolo precedente). Il suo stesso guanto funge da fendente mortale, mentre la dinamite provoca la sua esplosione in migliaia di pezzi incandescenti.

Per finire, Nightmare 6 – La fine è una delle scelte più infelici di tutto il cinema horror. Il paragone col primo capitolo è improponibile e quasi imbarazzante, tanto che si fa fatica a credere che facciano parte della stessa saga.  Quello che doveva segnare l’epilogo della saga finisce con l’essere il capitolo più debole di tutti.

Freddy's Game

Curiosità: 

  • Il film presenta due cameo illustri: quello del cantante Alice Cooper (nei panni del patrigno di Freddy) e quello di Johnny Depp, già protagonista in Nightmare – Dal profondo della notte.
  • I titoli di coda sono una sorta di raccolta delle sequenze più spettacolari dell’intera serie.

Citazioni:

 “Non lo sai che è vietato urlare al conducente?”

 “Solo il mio è il vero kung-fu, puttana!”

Sarà pure il tuo sogno, ma le regole le detto io!”

“Ogni città ha la sua Elm Street!”

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Remember the past: NIGHTMARE 5 – IL MITO

Nightmare 5 - Il Mito: Il PosterSiamo nel 1989, alla fine di uno dei decenni più floridi per il cinema horror, e la New Line decide di portare sul grande schermo il quinto capitolo dell’ avvincente saga su Freddy Krueger: Nightmare 5 – Il mito (A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child).

Uno sguardo al capitolo precedente. Il quarto tassello della storia che vede protagonista il mostro dei sogni si era concluso con la battaglia finale tra Alice e Freddy all’interno di una Chiesa. Nightmare 5 riparte dal termine di quello scontro, proponendo un’importante evoluzione nella vita della nostra eroina e del suo ragazzo Dan (unici due sopravvissuti, insieme al padre di Alice). La protagonista, infatti, ha completamente messo da parte i poteri mostrati sul finale del quarto episodio e si appresta a portare avanti una gravidanza. I problemi iniziano quando Alice conosce Jacob, un bambino dall’aria fin troppo familiare…

E' un bel maschietto!Rivelazioni e approfondimenti. Il film si sviluppa attraverso il parallelismo tra l’evento segnato dalla dolce attesa di Alice e quello relativo alla genesi di Freddy Krueger. Largo spazio, in tal senso, viene concesso alla figura della madre del mostro, Amanda Krueger. Ci viene mostrata, attraverso un sogno di Alice, la violenza subita dalla donna, rinchiusa all’interno di un’ala del manicomio in cui lavorava e stuprata brutalmente da un centinaio di pazzi. E’ proprio in seguito ad uno di questi incubi che Freddy “rinasce”, in un susseguirsi di sequenze in cui si alternano, dopo il già citato avventimento dello stupro, il momento del parto del mostro e quello della resurrezione dalle polveri della Chiesa sconsacrata (teatro del finale di Nightmare 4). Questa parte dello script suona parecchio forzata rispetto a quelli che erano i canoni tipici dei collegamenti presenti tra i precedenti capitoli della saga.
Ci viene rivelato, inoltre, il  destino di Amanda: dall’ atto estremo susseguente il processo subito da Fred, fino al racconto relativo al mancato ritrovamento del suo corpo.

Gli elementi che distinguono Nightmare 5 dal resto della saga sono da ritrovarsi nella nuova tecnica utilizzata da Freddy per insinuarsi nei sogni delle sue potenziali vittime. Non basta più essere svegli per sfuggire all’Uomo Nero. Stavolta il mostro riesce a compiere i suoi omicidi sfruttando i sogni del bambino che Alice porta in grembo (probabilmente il bimbo ha ereditato dalla madre il potere di trascinare le persone nel sogno).
Inoltre, il make-up di Freddy mostra delle bruciature meno evidenti, quasi a chiazze, quasi a voler assecondare, anche nelle sembianze, l’indole esageratamente ironica che il mostro ha assunto in questo capitolo.

Tra i fattori ricorrenti in Nightmare 5 c’è da segnalare l’onnipresente variante della famosa filastrocca e la presenza dell’ormai leggendaria abitazione di Elm Street (perfetta nella sua fatiscenza pluriennale).

Nightmare 5: Personaggi poco incisiviPersonaggi anonimi. Ciò che viene ricordato di Nightmare 5 è soprattutto un parco-personaggi meno ricco dei precedenti. Mentre la saga, in passato, si era distinta per originalità di idee, questa volta l’attenzione si sposta definitivamente sul Freddy “beniamino del pubblico”, tanto che l’aspirante modella, la nuotatrice amatoriale e il fumettista diventano poco più che volti senz’anima, nel contesto fantasy della pellicola.

Scene cult. I momenti memorabili di questo mediocre capitolo sono quelli relativi agli omicidi di Dan (torcia umana fusa agli ingranaggi di una moto in corsa), di Greta (rimpinzata da Freddy con la sua stessa carne) e di Mark (spazzato via da un Freddy in versione Supereroe).

Finale piuttosto deludente, che vede Freddy nutrire Jacob con le anime delle sue vittime e il successivo ritorno di Amanda, pronta a riprendersi il suo “odiato” figliolo.

Per concludere, Nightmare 5 – Il mito è uno dei capitoli meno riusciti della saga. La mediocrità della sceneggiatura è un importante campanello d’allarme  in merito la stanchezza della storia e, probabilmente, della mente dei suoi creatori.

Nightmare 5: The Dream Child

Curiosità:

  • Fugaci apparizioni. Nel film è presente un cameo di Robert Englund nei panni di uno dei pazzi del manicomio. Questa è la seconda apparizione dell’attore in veste “umana” (senza il particolare trucco da Freddy),  dopo quella dell’autista mostrata in Nightmare 2.
  • Censura. Nella versione americana del film (ed in tutte quelle in dvd ) sono state tagliate diverse scene. Due di queste sono quelle relative agli omicidi di Dan e Greta. Curiosamente, le scene erano integralmente presenti nella VHS italiana, prodotta da Penta Video.

Citazioni:

 “E’un bel maschietto”

“Devastante come la bomba atomica. Indistruttibile come l’acciaio. Io sono… Super Freddy! Non li ho mai sopportati i fumetti, tutte stronzate!”

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Remember the past: NIGHTMARE 4 – IL NON RISVEGLIO

Nightmare 4 - Il non risveglio: Il posterContinuiamo il viaggio nella re-visione del mondo di Freddy Krueger con il quarto capitolo della serie. La giovane Kristen Parker è tornata a fare brutti sogni, strane premonizioni di un passato che si accinge a tornare.

Conferme e continuità. Ci eravamo lasciati, alla fine del terzo capitolo, con un epilogo che vedeva ancora una volta la vittoria del bene e l’apparente resa di Freddy. Nightmare 4 – Il non risveglio (A Nightmare on Elm Street – The Dream Master) si riallaccia a quel finale ripresentando gli unici sopravvissuti dell’ennesima strage firmata “Krueger” (Kristen, Kincaid e Joey) e partendo dalle loro incredibili doti, già sfruttate nel precedente episodio. Ad affiancare i tre guerrieri, ci sono altri personaggi di rilievo, tutti coetanei, e ognuno dalle capacità ben definite. Elementi che chiariscono (semmai ce ne fosse il bisogno) la natura da “franchise” e seriale del prodotto.
Notiamo, così, che Kristen possiede ancora la capacità di trascinare le persone nei suoi sogni, mentre Kinkaid e Joey assumono, almeno inizialmente, un maggior controllo emotivo nell’ambito del sogno. Poi c’è Alice, timida e riservata, e con la costante tendenza a sognare ad occhi aperti; suo fratello Rick, amante di karate; il belloccio Dan, la cervellona Sheila e la culturista Debbie. Un folto gruppo di potenziali vittime, insomma, per il vecchio Freddy, risorto dalle ceneri abbandonate di quell’autorimessa, teatro suggestivo nell’entusiasmante finale del “numero 3”.

 

I bambini e la filastrocca in NightmarePer realizzare Nightmare 4, la produzione opta ancora una volta per un team rinnovato. Alla regia viene chiamato Renny Harlin (Die Hard 2 – 58 minuti per morire, Blu Profondo, L’Esorcista – La Genesi), mentre le musiche sono curate da Craig Safan. Personalmente, ritengo che questa quarta parte sia la migliore in assoluto della saga, e credo anche che sia stata proprio la colonna sonora a contribuire, in larga parte, alla buona riuscita della pellicola. Divinyls, Dramarama, Billy Idol, Blondie e Sinéad O’Connor, sono solo alcuni degli artisti che riescono, attraverso i propri brani, ad innalzare il livello qualitativo di un prodotto già di per sè molto buono.

Gli elementi che rendono Nightmare 4 un lavoro differente dai suoi predecessori sono soprattutto da ritrovarsi nel modo di agire e di proporsi di Freddy. A partire da questo capitolo, infatti, il killer si mostrerà in maniera sempre più ironica, assumendo un timbro di voce più gracchiante ed un’andatura molto simile a quella di un cowboy. La lunga serie di battute utilizzate da Freddy prima di compiere l’ennesimo massacro lo rende, oramai, una vera icona horror, passando così da spaventoso baubau a tifato condottiero.
Memorabili, inoltre, le modalità fantasiose ed originali attraverso le quali Krueger compie i suoi crimini in questo episodio. Da ricordare soprattutto due scene cult: l’uccisione di una ragazza che detesta gli insetti e che viene trasformata a sua volta in un orribile scarafaggio; e la sequenza nella vecchia tavola calda, in cui si assiste ad un indimenticabile dialogo tra Freddy ed Alice e allo spuntino del mostro che divora la sua “pizza agli angioletti”.

Freddy incatenatoFinale, infine, meno frettoloso e più articolato dei precedenti, con la location della Chiesa (nello script originale, in realtà, doveva essere girato nella celebre caldaia) e con l’ormai famosissima filastrocca cantatata dalle anime in bianco dal balconcino di un pulpito: Stavolta saranno loro ad aiutare l’ultimo “combattente”  a netraulizzare il mostro, in questo caso facendolo riflettere in uno specchio.

Rivelazioni e fattori ricorrenti. Quasi del tutto assenti le rivelazioni sul passato e la storia di Krueger, gli elementi ricorrenti di questo Nightmare 4 sono, oltre alla già citata filastrocca, lo spazio che viene dato all’abitazione di Elm Street (titoli di testa fenomenali, in tal senso) e il ritorno all’ambientazione studentesca utilizzata nei primi due episodi.

Unico neo del mio personale “Miglior Nightmare” della serie è il cambio dell’attrice che interpreta Kristen: Non più Patricia Arquette, come nel terzo capitolo, ma Tuesday Knight. Una stonatura che pesa ma che, nel complesso, non condiziona la buona riuscita della pellicola.

Curiosità:

  • Il film incassò, all’epoca, ben 49 milioni di euro.
  • Nel film c’è un chiaro riferimento ad Alice nel paese delle meraviglie (Alice giunge nel mondo di Freddy attraverso lo specchio).

Citazioni:

“Non dovevate seppellirmi, non sono morto.”

“Dì al demonio che ti manda Freddy…”

“Alice… Vieni da paparino.”

“Imparare è divertente… con Freddy!”

“Benvenuta nel paese delle meraviglie, Alice!”

“Il maligno nello specchio si vedrà… e allora morirà!”

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Remember the past: NIGHTMARE 3 – I GUERRIERI DEL SOGNO

“Sogni. Quei piccoli squarci di morte, come li odio.”

Inizia così, con le parole di Edgard Allan Poe pronunciate da una voce fuori campo, il terzo capitolo della saga sul mostro dal guanto artigliato, Freddy Krueger.
 

Nightmare 3 - I guerrieri del sogno: Il posterKristen (una giovanissima Patricia Arquette) è tormentata da frequenti incubi nei quali si ritrova nella sinistra  casa di Elm Street, teatro in passato di atrocità e terrore. In seguito ad un presunto tentativo di suicidio, la ragazza viene ricoverata in una clinica psichiatrica, dove inizia a confrontarsi con altri adolescenti con tendenze suicide e depressive. Si scopre, così, che tutti pazienti sembrano soffrire dello stesso tipo di disturbo: un incubo in cui un mostro dal volto orribilmente ustionato tenta continuamente di ammazzarli.

Diretto da Chuck Russell (Blob – Il fluido che uccide, The mask, Il Re Scorpione) Nightmare 3 – I guerrieri del sogno (A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors) si presenta più curato fin dai titoli di testa. La colonna sonora, firmata da Angelo Badalamenti (Twin Peaks), ci introduce sulle note di “Into the fire” nell’atmosfera turbolenta e caotica in cui Kristine si ritrova suo malgrado nella sequenza iniziale del film. Dopo la confusione e l’imprecisione nella storia dei primi due capitoli, stavolta inizia a diventare più chiara la regola che vede le giovani potenziali vittime di Freddy al sicuro solo se lontani dall’ambiente onirico. Tutto frutto della magistrale collaborazione nella stesura dello script tra il regista Chuck Russell, Frank Darabont (The Mist, Le ali della libertà) e il papà creativo di Freddy, Wes Craven. Suo il merito di aver reso la sceneggiatura molto più lineare del suo predecessore, e di aver apportato interessanti novità alla storia.

Gli elementi che differenziano Nightmare 3 sono molteplici. Il contesto si sposta dalle ambientazioni scolastiche dei primi due capitoli alle grigia mura della struttura adibita ad ospedale psichiatrico. Una scelta che, alla luce della buona riuscita di molte sequenze, passa da limitazione a felice intuizione.
Il paragone con i precedenti film della saga ci mostra, poi, come in questo caso vengano approfonditi maggiormente i profili dei personaggi. In tal caso, risulta ottima l’idea di dotare i giovani pazienti di superpoteri utilizzabili, però, soltanto in sogno. E così, Kristen si scopre in grado di trascinare le persone nel proprio incubo; l’ex tossicodipentente, Taryn, diventa bella e spietata; il paraplegico Will riacquista l’uso delle gambe, oltre ad una serie di potenti poteri magici; Kincaid possiede una forza fuori dal comune. Tutto questo, però, non servirà a molto. Perchè la storia ci mostra anche un Freddy più fantasioso nella dinamica dei suoi omicidi: basti pensare a come riesca a trasformare le sue affilate lame in aghi di siringhe piene di eroina. Da mozzafiato anche la scena in cui decide di governare un giovane burattinaio come una marionetta insanguinata.

Taryn diventa letaleI ritorni. Oltre al tema musicale (assente nel mediocre “numero 2”) ritornano anche Nancy e suo padre, lo sceriffo Donald Thompson. La protagonista di Nightmare – Dal profondo della notte, sopravvissuta al trauma successivo ai fatti che l’hanno vista coinvolta, è diventata una dottoressa specializzata nella cura dei disturbi causati dal sonno. Il suo primo incontro con la giovane Kristen, con tanto di filastrocca (ormai elemento inconfondibile della saga), è a dir poco sorprendente. Nancy è praticamente la co-protagonista della pellicola, mentre la figura del padre rimane più marginale, seppur maggiormente attiva rispetto al suo ruolo nel primo capitolo. Curioso notare come Donald sia l’unico a chiamare ancora l’assassino Fred (da questa terza parte sarà per tutti Freddy Krueger).

Freddy is waitingRivelazioni. Questo terzo capitolo segna un’importante svolta riguardo la storia passata di Freddy. Entra a far parte del soggetto, infatti, sua madre, Amanda Krueger, che si mostra in veste di Suor Mary Helena. La donna racconta di essere stata parte del personale medico di un manicomio dove, in seguito ad un errore, rimase chiusa all’interno di un’ala abbandonata per tutta la stagione estiva. Qui venne nascosta dai malati della struttura che abusarono di lei per molto tempo. Freddy, quindi, è stato il parto bastardo della violenza di centinaia di maniaci.
Ci viene svelata, inoltre, la fonte della straordinaria crudeltà del mostro: sono le anime dei bambini a fargli forza. Un insieme indefinito di volti urlanti che Freddy si porta dietro sul suo petto ustionato.

Tra i segni che contraddistinguono Nightmare 3 ricordiamo soltanto il finale: per porre fine all’ennesima scia di sangue dell’Uomo nero, i resti di Freddy vengono benedetti e sepolti in terra consacrata (un’autorimessa cosparsa d’acqua santa).

La colonna sonora. Il crescente successo del personaggio e, di conseguenza, la maggiore disponibilità di fondi a disposizione, permettono alla produzione di puntare su una colonna sonora rock più curata. Da segnalare, in tal senso, gli ottimi brani dei Dokken, “Into the fire” e  “Dream Warriors”.

Curiosità:

  • Nella scena in cui Jennifer sta guardando la tv, si può notare un segmento di Critters,  fanta-horror del 1986 di Stephen Herek. Successivamente assistiamo ad un simpatico cameo del presentatore Dick Cavett e dell’attrice Zsa Zsa Gabor
  • Nel cast troviamo, nei panni di un infermiere, un giovane Laurence Fishburne (il Morpheus di Matrix). 
  • Come per i precedenti due episodi, il doppiaggio italiano presenta il timbro di voce di Freddy molto cupo, quasi metallico. 
  • Il film ha incassato 44 milioni di dollari.

Citazioni:

“A nessuno frega niente te!” (Freddy, rivolto a Zsa Zsa Gabor)

“Complimenti Jennifer, i tuoi sogni stanno per avverarsi! Non volevi entrare in televisione?”

“Mi dispiace ragazzino ma io non credo alle favole!”

“Scusate il ritardo, vi ho fatto aspettare… Ma avevo bisogno di riflettere!” (Freddy, materializzato in migliaia di specchi)

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Remember the past: NIGHTMARE 2 – LA RIVINCITA

Nightmare 2 - La rivincita: Il posterSono passati cinque anni dagli orribili fatti di Springwood. Sembra che Nancy sia impazzita, e ad abitare il 1428 di Elm Street c’è ora una nuova famiglia, i Walsh. Uno dei figli, il giovane Jesse, diviene ben presto il prescelto di Freddy (qui chiamato ancora, in maniera severa, Fred) che si servirà di lui per compiere una nuova, copiosa, scia di sangue…

It’s all about the money. E’ questo il primo pensiero che viene in mente dopo l’ennesima re-visione del sequel di Nightmare – Dal profondo della notte. Il film, di fatti, è un chiaro tentativo (riuscito, se consideriamo gli incassi) di sfruttare il successo del personaggio creato da Craven. Peccato che a farne le spese sia stata la qualità e lo spessore di tutti gli altri fattori: trama, cast, sceneggiatura, regia.

Eppure Nightmare 2 – La rivincita (A Nightmare on Elm Street 2 – Freddy’s Revenge) inizia seguendo il consueto canone stabilito dal suo predecessore, vale a dire con un incubo. Contesto e protagonisti sono un autobus della scuola che sta trasportando il sudatissimo Jesse e due sconosciute ragazze. Improvvisamente, il conducente effettua una brusca deviazione verso un percorso desolato. Paura e urla popolano il mezzo fino a quando non finisce per trovarsi in bilico su di un’area circondata dal suolo che sprofonda. Finalmente entra in scena il mostro, la star dell’ambiente onirico, Fred Krueger. Solo che quelli della New Line, in questo capitolo, hanno ben pensato di spostare il suo raggio d’azione nella realtà. Krueger s’impossessa di Jesse, influenzandone il comportamento e arrivando addirittura ad uccidere mediante la sua mano. Un azzardo che rende del tutto inefficace l’idea originale del personaggio (l’Uomo Nero che si serve dei sogni per mettere a tacere per sempre la vittima di turno) e che finisce per ottenere come risultato una prevedibile bocciatura del soggetto. Le strane situazioni a cui si assiste nel mondo reale, come l’aumento improvviso della temperatura e gli uccellini che impazziscono, contribuiscono a rendere questa pellicola tra le più deboli della saga proprio perchè è fuori dagli schemi. Sul finale, poi, Fred si rivela a tutti i partecipanti del piscina-party, ponendo una chiara dissonanza con il fattore fondamentale del plot originale (non a caso questa seconda storia viene del tutto ignorata nei capitoli successivi). Pessimo ed improbabile anche il finale romantico, con l’amore che annienta il mostro.

Freddy incontra JesseRegia ed Effetti Speciali. La direzione del giovane regista Jack Sholder (L’alieno) ci mostra ancora una volta un’ambientazione scolastica, ma anche un’eccessiva lentezza nei ritmi. Ottimi invece gli effetti speciali, i cui meriti vanno soprattutto al responsabile del trucco Kevin Yagher, capace di ricreare da zero le fattezze di Fred (le foto tecniche del primo capitolo erano andate perse).

Colonna Sonora anonima. Come già rilevato nel suo predecessore, anche Nightmare 2 – La rivincita presenta pochissimi brani musicali, mentre bisogna evidenziare come questo sia l’unico caso della saga in cui è completamente assente il tema musicale originale.

Jesse affonda il guantoGli elementi ricorrenti in Nightmare 2 sono davvero pochissimi. Da segnalare, oltre all’abitazione e alle sembianze di Krueger, una nuova variante della filastrocca.

Riguardo la vita di Fred, arrivano invece rivelazioni inerenti l’attività dell’uomo: pare che il nostro assassino lavorasse nella caldaia dove poi, in seguito, verrà arso vivo dai genitori delle vittime di Springwood.

Le scene cult di questo mediocre secondo capitolo sono la sequenza dell’autobus impazzito e l’intera scena dell’assassinio di Ronny, soffocato e poi smembrato dal brutale Krueger, precedentemente “sbucato fuori” dal corpo di Jesse.

Citazioni:

“Tu sei il braccio ed io la mente”

“Ritorna da me Jesse, io ti amo”

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